Campello: 'Le deindustrializzazioni minano le democrazie'
"La vertenza Electrolux di
Porcia non è un caso isolato ma un bivio per l'industria
italiana ed europea di fronte alla Cina": lo dice Luigi
Campello, già direttore generale di Electrolux Italia e coautore
del libro Elettrodomestici. Il Racconto, che sarà presentato al
festival pordenonelegge a settembre.
"La produzione italiana di grandi elettrodomestici è crollata
da oltre 28 milioni di unità nel 2003 a meno di 5 milioni nel
2025 e la quota europea sul mercato mondiale si è ridotta
drasticamente - precisa l'ex dirigente -. La Cina, invece,
rappresenta un sistema integrato: controlla le materie prime, ha
costi energetici inferiori, il più grande mercato interno,
sussidi e tecnologia avanzata. Haier è oggi il primo produttore
mondiale".
Un esempio - segnala Campello - è l'acquisizione, in attesa
del via libera da Bruxelles, dell'85,2% di Ceconomy (MediaMarkt,
MediaWorld) da parte di JD.com, colosso cinese dell'e.commerce.
Negli Stati Uniti, un processo simile è già avvenuto: nel 2016
Haier ha acquisito General Electric Appliances. Successivamente,
nel 2026, Electrolux e Midea hanno siglato un'intesa sul Nord
America, con accesso cinese al marchio Frigidaire. Haier e Midea
occupano ormai il podio dei maggiori produttori globali di
elettrodomestici. Per l'Europa, secondo Campello, le risposte
possibili sono quattro: normativa, difensiva, industriale - come
suggerito dal rapporto Draghi sulla competitività - oppure la
resa industriale, che prevede di essere unicamente un mercato di
servizi. "Quest'ultima opzione, non scelta ma di fatto in corso,
è frutto di miopia e ignavia - conclude l'ex direttore generale
-. Le deindustrializzazioni minano le democrazie e la prosperità
condivisa".
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