In Rai non conta più nemmeno la logica dell’audience, quanto dell’occupazione degli spazi nei palinsesti favorevoli al governo
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Quindi in Rai non conta più nemmeno la logica dell’audience, quanto dell’occupazione degli spazi nei palinsesti favorevoli al governo di turno. Fenomeno che accadeva durante i governi di centro sinistra e a maggior ragione ora, con il governo Meloni, a un anno dalle elezioni. In questo caso non si parla di “editti bulgari” Berlusconiani, anche se Massini è palesemente schierato con l’opposizione, quanto di limitare al massimo, tutto ciò che fa parte della cultura, musica compresa, perché quando il telespettatore comincia a pensare e a farsi delle idee, c’è il rischio che possa svegliarsi e alzarsi dal divano.
A un anno dalle elezioni, il telespettatore ideale, è quello distratto che non vuole cambiare nulla, iper generalista che si diverte coi quiz, e che si è fidelizzato sui soliti volti noti: Bruno Vespa in primis, magari anche solo per 5 minuti.
In questo totale asservimento, risulta persino ovvio che la musica per essere trasmessa in Tv, deve necessariamente essere di puro intrattenimento e inserita in una gara a premi, i testi delle canzoni devono essere lontani anni luce dall’ attualità o peggio ancora dalla cronaca. Si promuovono canzoni nostalgiche e rassicuranti, senza doppi sensi o metafore socio-politiche. E’ l’Italia canora dei Gabri Ponte e dei Sal Da Vinci dove si fa festa al nazional popolare tra retorica patriottica e tributi al matrimonio tricolore.
In questo contesto che pare piaccia all’opinione pubblica, dato che l’unica forma di protesta si esaurisce in poche ore sui social e non viene nemmeno raccolta dai partiti dell’opposizione perchè parliamoci chiaro, neanche a loro gli frega un fico secco della musica e della cultura, in questo contesto dicevo, aspettarsi il pluralismo culturale in Italia, è come aspettarsi che Vannacci legga Shakespeare e ascolti Tom Waits.
Addirittura, per artisti come Francesco De Gregori e Vasco Rossi, va persino di moda giustificare il non schieramento. La deseparecidos della cultura in Rai è così evidente che l’unico “evento” di sinistra che abbiamo visto in Rai è stata l’incauta e grottesca dichiarazione di Alemanno appena uscito di galera: “In carcere sono quasi tutti di destra”. Frank Zappa, già negli anni Settanta diceva:
“Il Sistema è talmente ignorante e ingenuo che non sa nemmeno accontentare il popolo o al limite ingraziarsi parte dello stesso. Basterebbe concedergli quello che desidera, per tenerlo al guinzaglio”.
Il grande Frank non ne sbagliava una. Avercene oggi.