Dal biennio Conte in poi l’attacco è esploso, con Chivu una media realizzativa di oltre due centri a partita
Dal biennio Conte in poi l’attacco è esploso, con Chivu una media realizzativa di oltre due centri a partita
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Una macchina da gol. Da ben 7 stagioni, infatti, l’Inter mette insieme un bottino di reti in tripla cifra. L’ultima volta in cui non c’è riuscita risale all’annata 2018/19, la seconda con Spalletti in panchina. Ma quella era una squadra completamente diversa, che aveva appena riassaggiato la Champions e che era ancora lontanissima dal tornare a vincere, anche se proprio allora era cominciata la semina che ha poi dato i suoi ricchi e abbondanti frutti. Non a caso, l’unico reduce ancora presente nell’Inter di oggi è Lautaro. Ma all’epoca era appena arrivato in Italia con l’etichetta di giovane promessa. E quella prima stagione gli servì per assaggiare e capire il calcio europeo. Già in quella successiva, però, con Conte alla guida, ecco la maglia da titolare e l’esplosione. E assieme al Toro si è scatenato anche l’attacco nerazzurro.
La verità è che, in questo ciclo vincente, la differenza l’ha fatta proprio il volume di fuoco che è riuscita a generare la squadra nerazzurra. Nessun’altra formazione, infatti, è stata capace di tenere lo stesso ritmo. Vero che l’Inter è stata agevolata dalla costante partecipazione alla Champions, accumulando, quindi, più partite, mentre le altre big (tranne la Roma) hanno tutte saltato almeno un giro in Europa. Ma l'attacco nerazzurro non ha abbassato il ritmo nemmeno quando le uscite ufficiali sono state appena 48 o 49, rispettivamente nel 2020/21 e nel 2022/23: in quelle occasioni, infatti, è arrivato comunque a superare quota 100.
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