Se Fiorentina-Napoli doveva essere il banco di prova per capire se veramente con la cura Paolo Vanoli i viola fossero tornati a essere una squadra a tutti gli effetti, beh la risposta del match del Franchi è stata netta.
La Fiorentina supera il primo vero banco di prova dell’era Vanoli e mostra segnali importanti di crescita: gioco, carattere e una difesa finalmente protagonista
Se Fiorentina-Napoli doveva essere il banco di prova per capire se veramente con la cura Paolo Vanoli i viola fossero tornati a essere una squadra a tutti gli effetti, beh la risposta del match del Franchi è stata netta. La Fiorentina c’è, ed è in grado di giocarsela alla pari con squadre costruite per lottare al vertice.
Un carattere da grandeVenezia e Pisa infatti, visti i valori degli avversari, potevano anche non essere test troppo provanti. Ma oggi, di fronte ad un Napoli sì con tante assenze, ma comunque con un organico di indubbio valore, la Fiorentina ha messo in mostra non solo il gioco, ma anche il carattere degno di una grande squadra. I viola infatti, dopo un avvio leggermente contratto, hanno preso in mano la partita con due traverse colpite da Atta e Fagioli, ed hanno poi anche saputo reagire ad inizio secondo tempo al gol nel finale della prima metà di gara da parte di Gilmour (su cui c’è stata la dormita di Mastantuono). Un segno che, visto il recente storico dei viola, ci dà la quasi certezza di una squadra a livello soprattutto caratteriale, totalmente ritrovata.
Difesa super: che Dragusin!Cosa poi oggi è emerso in casa viola è il tanto criticato reparto difensivo, dato che è da lì che sono arrivati i migliori segnali e viste le prove non eccezionali dei due centroavanti, Pellegrino a Beto. Come contro altare ci sono state infatti le grandissime prestazioni di Dragusin, Jiminez e di un De Gea in formato stagione 2024/2025. L’ex difensore del Tottenham, alla miglior prestazione da quando è a Firenze, ha praticamente annullato da solo Hojlund, con interventi e letture che hanno esaltato il Franchi. Diverso invece il discorso per Jimenez, che prove buone ne aveva già mostrate, ma che oggi si è superato, segnando, ironia della sorte, a quell’Allegri che nell’estate del 2025 lo aveva fatto cedere dal Milan, e in generale dando continuità sia alla fase offensiva che a quella difensiva.
La strada è quella giustaInsomma il lavoro da fare per Paolo Vanoli, appena alla terza partita da quando è subentrato, è certamente tanto, viste le condizioni fisiche non eccellenti di alcuni singoli (Pedro Goncalves su tutti) e alcune fasi del gioco ancora da migliorare (inevitabile visto il poco tempo e i pochi allenamenti in stagione), ma finalmente a Firenze, dopo lo spauracchio dell’avvio schock con Grosso, per merito soprattutto del tecnico gigliato, sta tornando a splendere il sole.