Il portiere sui social: "Colpa mia, dagli errori si impara e si cresce". Nonostante non sia stato perfetto neanche con il Monza, ha ricevuto massima fiducia da parte di Chivu
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Chissà se e quante volte Pepo Martinez si sarà soffermato a mente fredda nel rivedere l’erroraccio del Bernabeu. Di certo ci avrà rimuginato a lungo, senza darsi pace per quel regalo che ha spianato la strada al Real Madrid nell’esordio stagionale in Champions. L’obiettivo è quello di voltare pagina fin da subito e il post pubblicato ieri sui social è anche un modo per mettersi tutto alle spalle: «Non c'è nessun percorso che non venga accompagnato da cadute ed errori, tanto nel calcio come nella vita - ha scritto l’estremo difensore interista - Riprendersi in un momento di difficoltà ti costruisce una personalità forte, che serve per difendere questi colori». Sul risultato maturato in Spagna il ventottenne ha aggiunto: «Mi prendo le mie responsabilità. Siamo tutti dispiaciuti perché abbiamo fatto una grande prestazione e meritavamo di portare un risultato positivo a Milano. Si impara, si cresce, si cerca di migliorare e si guarda in avanti. Sempre insieme e uniti».
Indubbiamente lo spagnolo tende a fidarsi troppo delle sue doti tecniche, esagerando quando c’è da trattare il pallone con i piedi come dimostrato fin da quando è arrivato nel nostro campionato. Un’ostinazione legata non solo ai passaggi di prima verso i compagni, ma anche nel gestire pericolosamente la palla sotto pressione degli avversari. Si tratta di un difetto sicuramente da eliminare, anche se Chivu sin dal dopo partita del Bernabeu gli ha manifestato la sua massima fiducia come portiere titolare. Il tecnico nerazzurro l’ha difeso apertamente, punta su di lui e al momento non c’è da aspettarsi alcun ribaltone rispetto alla posizione di Provedel. Del resto anche il predecessore di Martinez, lo svizzero Sommer, un anno fa di questi tempi aveva commesso evidenti errori nella sfida contro la Juve rimanendo però ben saldo al suo posto nelle gerarchie di Chivu. Il tecnico nerazzurro tra l’altro ha sottolineato come a contare non sia il singolo errore, bensì la reazione dopo la caduta sposando il concetto espresso anche da Martinez ieri sui social. A proposito di Sommer, anche il suo martedì sera è stato da incubo con pesanti errori a Bruges nella sfida persa contro l’Aston Villa.
Il cambio di registroPepo Martinez già contro il Monza aveva mostrato qualche sbavatura di troppo. Contro i blancos però va detto che si è ripreso subito perché dopo aver preso gol nel peggiore dei modi, a causa di un rischio inutile, ha trovato il riscatto quando si è trattato di parare e opporsi alle folate offensive dei padroni di casa. Va ricordato che lo spagnolo fa comunque un gioco congeniale a quello della squadra, ed è per questo che Inzaghi due estati fa l’aveva accolto con piacere, perché supporta la squadra anche quando c’è da alzare il baricentro per esercitare un pressing più alto accompagnando le mosse dei compagni. Di certo Martinez non ha intenzione di perseverare in una gestione del pallone così ostinata e già da lunedì contro l’Udinese dovrà dimostrare di voler cambiare registro. Neanche a dirlo, insistere sarebbe diabolico.
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