Ritorno alla semplicità. Dopo il salto, forse troppo futuristico, Volkswagen prova a riportare nell?universo elettrico quella concretezza che per decenni ha rappresentato uno dei suoi...
Ritorno alla semplicità. Dopo il salto, forse troppo futuristico, Volkswagen prova a riportare nell’universo elettrico quella concretezza che per decenni ha rappresentato uno dei suoi punti di forza. Oltre a ripensare l’approccio nel progettare e realizzare una vettura a elettroni, in quel di Wolfsburg hanno voluto utilizzare uno dei nomi più celebri della propria storia anche per un’auto alla spina. Il risultato è la nuova ID. Polo che, sotto forme più tradizionali e rassicuranti, nasconde un vero concentrato di tecnologia. Già dal primo sguardo si percepisce che siamo dinanzi a una Volkswagen.

Abbandonate le forme più ardite delle precedenti vetture elettriche, con la ID. Polo si è voluti tornare alla tradizione adottando tratti più familiari. Lunga 4,05 metri, larga 1,82 e alta 1,53 metri, la compatta tedesca presenta un frontale pulito, fari sottili, raccordati da un elemento luminoso orizzontale ripreso anche al posteriore, e superfici semplici. Anche il tetto, che digrada lievemente verso il lunotto, richiama immediatamente il linguaggio stilistico che da decenni accompagna le vetture di Wolfsburg. Filosofia che ritroviamo anche aprendo lo sportello per accomodarci a bordo. L’abitacolo si mostra subito ordinato e spazioso. Materiali e assemblaggi restituiscono una buona sensazione al tatto. Tessuti e rivestimenti contribuiscono a rendere l’ambiente accogliente e numerosi elementi sono ricavati da materiali riciclati: per i sedili dell’allestimento Style viene utilizzato anche il filato Seaqual, ottenuto dal recupero della plastica dal mare.

La nuova piattaforma MEB+ ha permesso di sfruttare con efficacia ogni centimetro disponibile. Nonostante gli ingombri da segmento B, l’abitacolo della ID. Polo offre spazio sufficiente anche per chi siede dietro. Infatti il pianale, quasi piatto, rende sfruttabile persino il posto centrale del divano posteriore. Decisamente buono il bagagliaio da 441 litri, il 25% in più rispetto alla Polo a benzina, che abbattendo gli schienali dei sedili posteriori arriva a 1.240 litri. Al centro della plancia troviamo il touch screen da 12,9 pollici per gestire l’infotainment, mentre davanti al guidatore non manca il pratico quadro strumenti digitale da 10 pollici. Sulla ID. Polo sono, inoltre, tornati anche i tasti fisici: li troviamo sia sulle razze del volante, ma anche sotto lo schermo centrale per gestire il climatizzatore. Non manca un pizzico di nostalgia. Premendo il tasto View si può trasformare la strumentazione nella riproduzione digitale di quella della prima Golf, anche l’infotainment assume un aspetto anni ‘80, con navigazione e sistema multimediale reinterpretati in chiave rétro.

Un’auto facile da capire, da utilizzare e, soprattutto, da guidare. La posizione di guida, leggermente rialzata, consente di avere una buona visuale. Lo si percepisce subito già nel traffico cittadino di Vienna, teatro scelto per il primo contatto della ID. Polo. La versione provata monta un motore sincrono a magneti permanenti che sviluppa 211 cv e 290 Nm di coppia sull’asse anteriore. La spinta è consistente, come dimostrano i 7,1 secondi per passare da 0 a 100 km/h, ma l’erogazione non è brusca. Uscendo dal centro abitato, a convincere è l’equilibrio generale. La Volkswagen si dimostra efficace tra le curve contenendo il rollio anche grazie a un assetto ben calibrato e non eccessivamente rigido.
Ben tarate le sospensioni, MacPherson sull’anteriore e con ponte torcente al retrotreno, che rendono il comportamento della vettura neutro e prevedibile. Ugualmente lo sterzo, sempre preciso e progressivo nella risposta. Promosso il freno che adotta un nuovo sistema one-box in grado di gestire contemporaneamente la frenata meccanica e quella rigenerativa. Il passaggio dall’una all’altra è praticamente impercettibile e il pedale mantiene una risposta lineare, consistente e soprattutto facile da modulare. In città, poi, si può utilizzare anche la modalità Brake, che introduce il One-Pedal e porta la vettura fino all’arresto rilasciando l’acceleratore. Base sicuramente solida nell’attesa che arrivi la più sportiva ID. Polo GTI.

Buona l’insonorizzazione, ma ancora di più l’efficienza. Volkswagen dichiara per la versione da 211 cv della ID. Polo un consumo, nel ciclo WLTP, di 13,3 kWh per 100 km e un’autonomia massima di 454 km potendo sfruttare la batteria NMC con una capacità netta di 52 kWh. Mentre le versioni da 116 e 135 cv sono abbinate a una batteria LFP da 37 kWh che assicura fino a 350 km con una carica. A tal proposito tutte le versioni possono essere ricaricate a 11 kW in corrente alternata, mentre in continua la più piccola accetta fino a 88 kW e la più grande fino a 105 kW passando dal 10 all’80% in circa 24 minuti. Già ordinabile, la versione d’ingresso della Volkswagen ID. Polo è proposta a 26.100 euro, che diventano 24.900 nella fase di lancio grazie allo sconto previsto dalla Casa, mentre salendo di potenza per la versione da 211 cv occorreranno 38.400 euro.