Вход на сайт

Просмотр новости

Найдите то, что Вас интересует

Epilessie rare e complesse: una Carta europea per la continuità assistenziale

Дата публикации: 17-09-2026 16:03:00

Per una persona che vive con un’Epilessia rara e complessa, diventare adulta non può significare perdere quella rete di cure, competenze e supporto costruita negli anni. Tanto più che, per...

Основное содержимое страницы с новостью.

Per una persona che vive con un’Epilessia rara e complessa, diventare adulta non può significare perdere quella rete di cure, competenze e supporto costruita negli anni. Tanto più che, per molte di queste persone, la maggiore età anagrafica non coincide con il raggiungimento dell’autonomia: disabilità cognitive, anche severe, disturbi comportamentali e altre comorbidità possono rendere necessaria un’assistenza continuativa e il supporto permanente della famiglia o di altre figure di tutela, come l’amministratore di sostegno. Eppure, ancora oggi, il passaggio dai servizi pediatrici a quelli per l’adulto rappresenta troppo spesso una cesura: cambiano i riferimenti, si frammentano i percorsi, le famiglie si ritrovano a dover colmare da sole vuoti sanitari e socio-assistenziali che non dovrebbero esistere.

Domande di approfondimento generate da 24Ore AI

Come nasce la Carta dei diritti

È da questa consapevolezza che nasce la Carta dei diritti per la continuità assistenziale nelle Epilessie Rare e Complesse, un documento europeo che vuole trasformare un bisogno ormai chiaramente riconosciuto in un impegno concreto per i sistemi sanitari di tutti i Paesi europei. La Carta non propone soltanto una migliore gestione della fase di transizione, ma afferma un principio più ampio: la continuità dell’assistenza deve essere garantita lungo tutto l’arco della vita e diventare la norma, non l’eccezione.

I suoi dieci principi delineano un vero e proprio manifesto dell’assistenza che vorremmo vedere realizzata: percorsi personalizzati e periodicamente rivalutati, una transizione preparata con largo anticipo, passaggi di consegne strutturati tra équipe pediatriche e dell’adulto, professionisti adeguatamente formati, presa in carico multidisciplinare, continuità dei percorsi riabilitativi, educativi e sociali, affinché le competenze e le autonomie faticosamente acquisite negli anni non vadano perdute con il passaggio all’età adulta, riconoscimento del ruolo dei caregiver e responsabilità chiare all’interno dei sistemi sanitari e sociosanitari. Per le persone che non sono in grado di gestire autonomamente il proprio percorso di cura, questo significa anche riconoscere formalmente il ruolo di chi le assiste e le rappresenta, garantendone il coinvolgimento nelle visite, nelle decisioni terapeutiche e durante eventuali ricoveri.

I modelli di buona pratica

Le esperienze già maturate in alcuni Paesi europei ci dicono che tutto questo è possibile: esistono modelli di buona pratica capaci di assicurare una transizione strutturata e un’assistenza coordinata anche nell’età adulta. È proprio nell’accesso ai servizi dell’adulto e nei ricoveri che la mancanza di competenze specifiche sulla disabilità cognitiva e comportamentale può rendere ancora più complessa la gestione clinica e assistenziale. Per questo oggi il vero nodo non è più sapere che cosa dovrebbe essere fatto, ma riuscire a tradurre le conoscenze e le buone pratiche in organizzazione, responsabilità e politiche sanitarie concrete.

La Carta vuole quindi essere anche una chiamata all’azione. Clinici, associazioni di pazienti, decisori pubblici e responsabili dei servizi sono chiamati a lavorare insieme perché nessuna persona con Epilessie Rare e Complesse e nessuna famiglia si trovi, nel momento delicato del passaggio all’età adulta, di fronte a un “salto nel vuoto”. Dare continuità alla cura significa tutelare non soltanto la salute e la dignità della persona, ma preservare le competenze acquisite e garantirle il massimo livello possibile di autonomia, partecipazione sociale e qualità della vita. Significa, allo stesso tempo, costruire percorsi capaci di accompagnare anche chi continuerà ad avere bisogno dell’assistenza di altri per tutta la vita, riconoscendo e sostenendo il ruolo essenziale delle famiglie e dei caregiver.

Схожие новости

#Наименование новостиТональностьИнформативностьДата публикации
1Malattie rare, la sfida di diventare adulti: come evitare il “salto nel vuoto” nell’assistenza08.2623-09-2026
2Una patologia della pelle che logora i nervi, ma non è un'autostrada verso la depressione07.917-09-2026
3Malattie rare: la psicologia siede al tavolo, ora bisogna tradurne la presenza in cura reale08.9903-07-2026
4Alzheimer e declino cognitivo: se i salari sono bassi da giovani, sale il rischio da adulti06.1228-07-2026
5Leucemia pediatrica ad alto rischio, così l'immunoterapia dimezza le ricadute07.6617-09-2026
6La gratitudine: perché dire quel semplice grazie può farci stare meglio08.1422-09-2026
7Settimana del cuore: visite gratuite negli ospedali del circuito Bollino Rosa08.1415-09-2026
8Alzheimer, Avatar del cervello per la terapia su misura partendo da un prelievo di sangue06.7627-07-2026
9Malattie del fegato: la classificazione cambia con l’intelligenza artificiale012.6623-07-2026
10Congedo straordinario e assistenza al genitore disabile: quando l’abuso costa il posto0517-06-2026

Классификация: Наука. Схожих патентов: 0. Схожих новостей: 10. Тональность: 0. Информативность: 7.29. Источник: www.ilsole24ore.com.