L'allenatore del numero 1 del mondo: "Si capiva subito che aveva un talento raro ma anche una gran voglia di far bene. Era già centrato, concentrato su quello che faceva". A lui è stata aggiunta "la flessibilità. Lui era, un po’ lo è rimasto, una persona abbastanza rigida. In campo sapeva giocare ottimi punti, ma gli mancava la dimensione tattica, la coscienza delle caratteristiche degli avversari e quindi della flessibilità con la quale affrontarli"