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5 giornate andate, 33 da affrontare: cosa prendere e cosa lasciare per ripartire con il giusto slancio verso la salvezza

Дата публикации: 26-09-2026 22:00:00

La prima, lunga, sosta per le Nazionali ci obbliga a staccare un po’ la testa dal calcio giocato (Italia-Belgio non è davvero prendere in considerazione) in attesa che il campionato riparta.

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5 giornate andate, 33 da affrontare: cosa prendere e cosa lasciare per ripartire con il giusto slancio verso la salvezza

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La prima, lunga, sosta per le Nazionali ci obbliga a staccare un po’ la testa dal calcio giocato (Italia-Belgio non è davvero prendere in considerazione) in attesa che il campionato riparta. In questo periodo di pausa si può fare un bilancio iniziale della stagione del Parma Calcio per vedere cosa lasciare andare e cosa portarsi dietro dalle prime cinque giornate di campionato in vista dei prossimi impegni che attendono i gialloblu. Nelle prime settimane dell’anno abbiamo visto diversi volti nuovi e qualche esperimento fatto da mister Carlos Cuesta, che non sempre ha sortito gli effetti sperati. La vittoria contro il Genoa ha dato ossigeno all’ambiente e ha permesso di allentare un po’ la presa sull’allenatore maiorchino che starà sfruttando la sosta per trovare l’equilibrio perfetto all’interno della propria rosa.

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Cosa lasciare:
Il 4-3-3. L’idea di un cambio modulo più offensivo era stata accolta da tutti, sottoscritto compreso, con entusiasmo, ma da quelle prime versioni durante le amichevoli di luglio ad oggi qualcosa è successo. O per meglio dire non è successo: il mercato non ha fornito a Cuesta gli elementi necessari per portare avanti quel sistema di gioco con continuità. Non sono arrivati gli esterni sperati e in generale la squadra non è sembrata troppo adatta a un modulo così diverso rispetto a quello dello scorso anno. Il mister lo ha capito praticamente da subito, riproponendo con continuità la difesa a 3, provando a passare dal 3-5-2 al 3-4-2-1, sicuramente più consono ai calciatori che ha a disposizione. Cosa resta da fare? Ritrovare la solidità difensiva che aveva contraddistinto il primo anno di Cuesta in Serie A: gol come quello del Genoa, presi per una disattenzione, non devono esistere in questa squadra che fa della difesa il suo punto forte.

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I continui lanci lunghi. Se il modulo non è cambiato più di tanto, a cambiare deve essere lo stile di gioco: dai lanci lunghi alla ricerca di fortune, bisogna passare a trame più elaborate palla a terra, che permettano a tutta la squadra di salire e di trovare gli attaccanti. Il gioco che si faceva lo scorso anno con i rinvii di Suzuki per la testa di Pellegrino non si può più fare: Corvi e Romero hanno altre caratteristiche tecniche e fisiche e anche il resto dei giocatori offensivi va innescato in maniera differente. Lo si è visto bene contro il Genoa, dove i due gol sono arrivati grazie a verticalizzazioni palla a terra che hanno permesso a Romero prima e ad Almqvist poi di colpire e regalare i primi 3 fondamentali punti del campionato. Certo, costruire dal basso è più complesso, specie se i due centrocampisti di maggiore qualità, Bernabé e Nicolussi Caviglia, sono fuori per infortunio. Averli avuti sarebbe stato di grande aiuto per Cuesta, ma purtroppo in questo caso la fortuna non è stata amica dei crociati.

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Cosa portare:
Lo spirito. Il Parma ha dimostrato di avere valori importanti: la squadra è compatta e segue il suo allenatore e dove non ci si arriva con la tecnica o con la tattica, i gialloblu ci arrivano con il cuore. Dopo le prime partite non entusiasmanti, i calciatori si sono rimboccati le maniche e hanno lottato per conquistare la vittoria contro il Genoa, mettendoci magari non la qualità sopraffina che il pubblico si attendeva, ma il cinismo e la concretezza per strappare i 3 punti non sono di certo mancati. I gol sono arrivati sugli unici tiri fatti verso la porta avversaria e questo è sintomo della grande volontà, e capacità, di saper sfruttare le occasioni quando si presentano. Non è assolutamente scontato per una formazione ricca di giocatori giovani, molti dei quali sono alla prima esperienza in Serie A.

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L’incisività Almqvist, i gol di Romero e l’esplosione di Lontani. I due eroi della sfida contro il Genoa sono sicuramente tra le note più positive di queste prime uscite del Parma. Lo svedese, dopo un anno complesso anche a causa di diverse noie fisiche, sembra aver trovato la sua dimensione. Spesso utilizzato da subentrato sta avendo la capacità di spaccare in due le partite e così facendo è già finito per ben due volte sul tabellino, una volta come assistman, una volta come marcatore. Romero, invece, da quando è arrivato ha fatto subito capire di essere il 9 per eccellenza della squadra: vicino al gol contro la Juve, a segno a Como e contro il Genoa. La salvezza del Parma passerà dai suoi gol e dalla sua capacità di caricarsi compagni e tifosi sulle spalle, proprio come fatto in occasione dell’esultanza dopo la rete messa a segno contro i gialloblu. Per quanto riguarda Lontani, il discorso è leggermente diverso: il classe 2008 è arrivato da giovane promessa e nessuno si attendeva un impatto così importante sul mondo Parma. Esordio con doppietta in Coppa Italia e gol per il fondamentale pareggio contro il Monza: un biglietto da visita niente male, con i tifosi del Parma che sperano che questo sia stato solo l’inizio di una grande storia d’amore. Occhio però a non riempire di pressioni e responsabilità l’ex Milan: è molto giovane e ha bisogno di tempo per affermarsi, ci stanno le partite no, anche se fin qui ne ha avute davvero poche.

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