Sarà Mariska Hargitay la padrona di casa degli Emmy 2026, che si terranno lunedì 14 settembre al Peacock Theatre di Los Angeles. L’attrice e regista condurrà la 78esima edizione dei premi che ogni anno eleggono i migliori prodotti televisivi, dalle […]
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di R.A.
Sarà Mariska Hargitay la padrona di casa degli Emmy 2026, che si terranno lunedì 14 settembre al Peacock Theatre di Los Angeles. L’attrice e regista condurrà la 78esima edizione dei premi che ogni anno eleggono i migliori prodotti televisivi, dalle serie ai film.

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Per Mariska Hargitay l’emozione è grande: «L’agitazione è un bene, significa che ci tieni», ha raccontato nel corso di un’intervista a People, scherzandoci anche un po’ su: «Vedi come cerco di notare l’ansia da pre-spettacolo?». Lei, del resto, è abituata a stare dall’alltra parte.
Nota al grande pubblico per il ruolo di Olivia Benson in Law & Order, nella celebre serie Tv ha lavorato per ben 28 stagioni. Un personaggio che le ha dato molto, ma che si è preso anche qualcosa. Dopo tanti anni nello stesso ruolo, infatti, per lei non è stato semplice intraprendere nuovi percorsi professionali, tanto da iniziare a soffrire di sindrome dell’impostore, una condizione che porta a dubitare delle proprie capacità. Un punto su cui l’attrice si è soffermata spesso, ma che non le ha impedito di fare altro, a partire dal debutto a Broadway, lo scorso giugno, in Every Brilliant Thing, che sempre a People definì «terrificante» ed «emozionante» insieme, tra insonnia pre spettacolo e adrenalina.

Mariska Hargitay condurrà gli Emmy 2026 (IPA).
A renderla spesso insicura, tuttavia, non è stato solo un ruolo intperetato così a lungo, ma anche un evento più privato. Mariska Hargitay è figlia di Jane Mansfield, una delle attrice più iconiche della Hollywood degli anni Cinquanta, soprannominata «bionda atomica» per via del platino con cui aveva tinto i capelli. Protagonista di tanti film commedia dell’epoca, morì tragicamente in un incidente stradale nel 1967, a soli 34 anni, quando la figlia aveva appena 3 anni. Mariska e due dei suoi cinque fratelli, Mickey Jr e Zoltan erano con la madre al momento dell’impatto, sebbene troppo piccoli per conservarne memoria. Alla madre, Mariska Hargitay ha dedicato My Mom Jane, un documentario che la racconta tra pubblico e privato.
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Nel passato di Mariska Hargitay c’è anche un altro momento doloroso, una violenza sessuale subita quando aveva 30 anni. «Ho tentato in ogni modo che conoscevo per uscirne. Ho provato a scherzare, a essere affabile, a mettere dei paletti, a ragionare, a dire di no. Mi ha afferrata per le braccia e bloccata. Ero terrorizzata», scrisse in un articolo per People nel 2024. «Sono entrata in uno stato di paralisi, una reazione comune al trauma quando non c’è possibilità di fuga. Mi sono dissociata dal mio corpo». L’attrice ha fondato la Joyfull Heart, un’Associazione che sostiene le vittime di violenza e che l’ha aiutata a superare il suo stesso trauma, a lungo rimosso. Lavorare per gli altri era anche lavorare su sé stessa. «Per molto tempo ho sperato che le persone potessero parlare delle violenze sessuali allo stesso modo in cui oggi si parla di cancro. Se dici a qualcuno di essere sopravvissuta al cancro, vieni celebrata. Vorrei la stessa reazione per le sopravvissute a violenze sessuali. Vorrei che la vittima non provasse alcuna vergogna. La vergogna per l’atto appartiene a chi lo ha commesso: sono loro i responsabili di quell’azione orribile e vergognosa».
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