Вход на сайт

Просмотр новости

Найдите то, что Вас интересует

Riforma del Tfs per i dipendenti pubblici, novità sul pagamento dal 2027

Дата публикации: 11-03-2026 13:36:29

La Consulta rinvia la decisione sulle norme del Tfs, ma avverte lo Stato: riforma entro il 2027 sui tempi di pagamento

Основное содержимое страницы с новостью.

Una vastissima platea di dipendenti pubblici attende la liquidazione anche due o tre anni, dopo la pensione. Ma la Corte Costituzionale ha appena lanciato una sorta di ultimatum allo Stato. La questione dei tempi di pagamento del trattamento di fine servizio (Tfs, equivalente al Tfr moderno) dei dipendenti pubblici è, infatti, tornata al centro del dibattito giuridico e politico.

La Corte Costituzionale con la sentenza 25/2026 ha riconosciuto, ancora una volta, i problemi dell’attuale sistema, che prevede il pagamento differito, e spesso rateizzato, della liquidazione spettante ai lavoratori dopo il pensionamento.

Tuttavia, la Consulta ha scelto una soluzione cauta. Non ha subito dichiarato incostituzionale la legge vigente, ma ha rinviato la decisione definitiva al 14 gennaio 2027. Ha dato circa un anno, quindi, al legislatore per intervenire con una riforma. È un passaggio chiave in uno scenario che riguarda centinaia di migliaia di ex dipendenti pubblici, in ansiosa attesa della propria liquidazione.

Dopo quanto arriva il Tfs ai dipendenti pubblici

Una volta raggiunta la pensione per limiti di età o di servizio, molti dipendenti statali e degli enti locali non ricevono immediatamente il trattamento di fine servizio maturato durante la carriera.

Nel settore privato, il Tfr viene solitamente pagato entro poche settimane o mesi dalla cessazione del rapporto di lavoro. Ma nel pubblico impiego le norme prevedono oggi due meccanismi che possono allungare notevolmente i tempi dell’effettiva liquidazione.

Anzitutto, c’è il differimento del pagamento, cioè l’obbligo di attendere un certo periodo minimo prima che il Tfs diventi esigibile.

In sintesi:

  • per i lavoratori della Pubblica Amministrazione che cessano dal servizio per pensionamento ordinario (limiti di età o di servizio) il trattamento non può essere pagato subito;
  • la legge consente all’ente erogatore (tipicamente Inps) di procedere alla liquidazione soltanto dopo 12 mesi dalla fine del rapporto.

A questo termine, si aggiungono poi altri 3 mesi tecnici per l’effettivo pagamento. Per questo il primo accredito può arrivare fino a circa 15 mesi dopo il pensionamento.

Con la rateizzazione si arriva 3 anni dopo

Oggi, c’è un ulteriore problema nei pagamenti del Tfs ai dipendenti pubblici. Ci riferiamo alla rateizzazione degli importi più alti, che comporta il versamento in più tranche annuali.

Questo è uno schema sintetico:

  • fino a 50mila euro — pagamento in un’unica soluzione;
  • tra 50mila e 100mila euro — 2 rate annuali (50mila euro subito e il resto dopo un anno);
  • oltre 100mila euro — 3 rate annuali (due rate da 50mila euro e una terza per il saldo).

Ecco perché, per le liquidazioni maggiori, il lavoratore può attendere molti mesi (anche 36) dopo il pensionamento prima di ricevere tutta la somma maturata.

I dubbi sulla costituzionalità del pagamento differito

Questi tempi così lunghi hanno portato a dubbi di legittimità costituzionale. Secondo diversi giudici amministrativi, il sistema potrebbe contrastare con la Costituzione, in particolare con l’articolo 36 che stabilisce che:

Il lavoratore ha diritto a una retribuzione proporzionata alla quantità e qualità del suo lavoro e in ogni caso sufficiente ad assicurare a sé e alla famiglia un’esistenza libera e dignitosa.

Il compenso del Tfs spettante deve essere anche tempestivo per rispecchiare appieno il dettato costituzionale. A sollevare la questione sono stati i Tar di Marche, Lazio e Friuli-Venezia Giulia.

Il trattamento, sottolineano i giudici amministrativi, è considerato una forma di retribuzione differita del compenso maturato durante tutta la carriera. Ritardarne il pagamento per anni potrebbe compromettere il diritto del lavoratore a incassare quanto gli spetta nel momento in cui entra nella delicata fase dell’uscita dalla vita lavorativa attiva.

Secondo i ricorrenti, oltre ai meccanismi dilatori, il legislatore avrebbe anche leso il diritto economico del dipendente, non prevedendo — nel periodo di attesa — la rivalutazione monetaria degli importi erogati. È, quindi, concreto il pericolo che l’inflazione riduca il valore reale delle somme.

Le modifiche introdotte negli ultimi anni

La Corte costituzionale si era già espressa in passato (sentenza 159/2019 e sentenza 130/2023) invitando il legislatore a rivedere la normativa. In ambo le occasioni, tuttavia, la Consulta aveva preferito non intervenire in modo drastico, lasciando al Parlamento il compito di trovare una soluzione.

Vero è che, dopo questi avvertimenti, il legislatore ha adottato alcune modifiche alla disciplina, ma con effetti limitati.

Abbiamo oggi l’estensione della platea dei lavoratori considerati fragili. Questi ultimi possono ricevere il Tfs entro 3 mesi dalla cessazione del servizio. Inoltre è stata prevista una riduzione una tantum dei tempi di liquidazione di 3 mesi, con effetto dal 1° gennaio 2027.

Tuttavia, secondo la Consulta, sono interventi che non rappresentano ancora un vero percorso di eliminazione delle dilazioni. Sono soltanto aggiustamenti marginali.

Perché la Corte non ha dichiarato subito l’incostituzionalità

Nonostante abbia riconosciuto nuovamente il problema, anche questa volta la Corte ha scelto di non cancellare immediatamente le norme. Il motivo è principalmente finanziario.

Infatti, spiegano i giudici, una dichiarazione immediata di incostituzionalità:

  • contrasterebbe con il principio di solidarietà e di sicurezza sociale di cui all’articolo 2 della Costituzione;
  • farebbe diventare subito esigibili tutte le liquidazioni arretrate dei dipendenti pubblici;
  • determinerebbe un impatto miliardario e, quindi, pesantissimo sui conti dell’Inps e sul bilancio dello Stato.
La decisione della Cassazione è per il rinvio al 2027

Al fine di evitare un improvviso “terremoto” finanziario e, allo stesso tempo, sollecitare una soluzione, la Corte ha così adottato una soluzione a metà strada. In sintesi, con la pronuncia n. 25/2026 ha deciso di:

  • rinviare la trattazione della questione di legittimità costituzionale;
  • fissare una nuova udienza al 14 gennaio prossimo;
  • concedere al legislatore il tempo necessario per elaborare una riforma.

Come accennato, ora il Parlamento ha circa un anno per intervenire e ridisegnare il sistema di pagamento del Tfs. Si spera che una nuova legge possa eliminare o ridurre tutti quei meccanismi che oggi provocano lunghe attese.

Che cosa cambia per ora per i dipendenti pubblici

In questo periodo intermedio non cambierà nulla, sul piano pratico, per i lavoratori statali e degli enti pubblici in quiescenza. Le regole attuali (differimento e rateizzazione) del Tfs restano in vigore. La situazione è temporaneamente congelata, ma resta sotto la lente della Corte Costituzionale.

Vero è che il 2027 potrebbe essere l’anno della svolta. Il rinvio deciso dalla Consulta ha un significato preciso. La legge è bocciata nella sostanza, ma non ancora nella forma. Anche se al momento resta in piedi, il Parlamento è stato formalmente sollecitato a modificarla quanto prima.

Di conseguenza, se entro il 14 gennaio 2027 non sarà approvata una riforma adeguata, la Corte potrebbe decidere di dichiarare formalmente incostituzionale l’attuale sistema di differimento e rateizzazione della liquidazione. E la spada di Damocle rischierebbe seriamente di cadere sui conti pubblici.

Per questo motivo il prossimo anno potrebbe diventare decisivo per il futuro del trattamento di fine servizio nel pubblico impiego e per migliaia di lavoratori che attendono da tempo i loro soldi.

Схожие новости

#Наименование новостиТональностьИнформативностьДата публикации
1Steuern, Rente, Pflege: 3 Reformen treffen Ihren Geldbeutel012.6710-09-2026
2Tesla: FSD v15 è la svolta? Optimus slitta al 2027014.9221-08-2026
3Bollo auto 2026, cosa cambia per scadenze, date ed esenzioni quest’anno012.3408-04-2026
4<Информация> Минтруда России "Правительство актуализировало систему оплаты труда работников федеральных государственных органов, не относящихся к должностям госслужбы"010.8329-09-2026
5Постановление Правительства РФ от 25.09.2026 N 1234 "О внесении изменений в некоторые акты Правительства Российской Федерации"014.8628-09-2026
6Постановление Правительства РФ от 25.09.2026 N 1234 "О внесении изменений в некоторые акты Правительства Российской Федерации"014.9528-09-2026
7Riforma dei distributori di carburante, i gestori minacciano lo sciopero contro il Governo04.0804-07-2026
8Federalismo fiscale, la riforma ci riprova: più Irpef agli enti per superare il no delle Regioni07.9528-07-2026
9Riforma della disabilità, via al certificato medico introduttivo e nuove province08.125-02-2026
10Lotto e SuperEnalotto, cambiano le regole il 27 gennaio: come annullare le giocate07.5426-01-2026

Классификация: Экономика. Схожих патентов: 0. Схожих новостей: 10. Тональность: 0. Информативность: 11.65. Источник: quifinanza.it.