ROMA L'effetto domino al momento c'è - dopo l'Eni anche Ip limiterà i prezzi alla pompa - ma non basta, a sentire le opposizioni, per sollevare il governo da tutte le...
ROMA L'effetto domino al momento c'è - dopo l'Eni anche Ip limiterà i prezzi alla pompa - ma non basta, a sentire le opposizioni, per sollevare il governo da tutte le responsabilità sulla gestione del dossier energetico.
Dalle parti del campo largo distinguono i piani: nessuna remora a far giungere segnali di apprezzamento verso le due compagnie di carburanti e, al contempo, perplessità sul tempismo scelto dall'esecutivo per andare a bussare alla loro porta. «Se potevano farlo oggi, perché Meloni non ha chiesto loro di farlo prima, quando i rincari cominciavano a travolgere famiglie e imprese?», incalza il capogruppo dem Francesco Boccia, convinto che non basti «portare temporaneamente i prezzi da livelli fuori controllo a livelli comunque troppo alti. Governare significa prevenire le crisi, difendere il potere d'acquisto e costruire una politica energetica, non aspettare l'emergenza per poi ringraziare le aziende che provano a tamponarla».
La contro-propostaDall'esponente dem arriva anche la contro-proposta: «Se la destra poi considera il price cap di Eni e Ip un successo della propria linea, nonostante si continuerà a pagare oltre 2 euro, allora faccia un passo avanti: costruisca una risposta che valga per tutti gli italiani e non soltanto per chi può rifornirsi presso alcune compagnie. E soprattutto dica qual è l'obiettivo del governo sui prezzi di carburante e energia nei prossimi mesi».
Come lui la pensa anche il vicepresidente M5S, Stefano Patuanelli. Che, contattato dal Messaggero, risponde lapidario: «Scelta delle compagnie, certamente utile. Totalmente assente il governo. Da quattro anni». Per Nicola Fratoianni il risultato rivendicato da Meloni dimostra solo un fatto: «Che si poteva agire ben prima intervenendo sugli extraprofitti come chiediamo da tre anni». Ed è proprio su questo che il leader di Avs si dice convinto che sia necessario continuare a lavorare. A dare man forte al campo largo, dal centro, è Enrico Borghi, vicepresidente di Iv, il quale non fa fatica a riconoscere che la scelta di Ip e Eni è un fatto «positivo, ma non basta»: la gente, ragiona, «non ce la fa più, tra prezzi alle stelle, benzina e inflazione e il governo non sa dove mettere le mani e si affida allo stellone».
Tra i più critici dal fronte della minoranza, si aggiunge il leader di Più Europa Riccardo Magi, «sbigottito» dalla «totale mancanza di una linea su un tema su cui i cittadini stanno soffrendo e pagando prezzi esorbitanti». Segue la domanda provocatoria: «Ma davvero la strategia energetica di Giorgia Meloni e del governo contro il caro carburanti è quello di affidarsi al "buon cuore" delle compagnie energetiche e petrolifere?». Per le opposizioni il bicchiere resta ancora mezzo vuoto.
© RIPRODUZIONE RISERVATA
| # | Наименование новости | Тональность | Информативность | Дата публикации |
|---|---|---|---|---|
| 1 | Tetto ai prezzi dei carburanti, Tajani: «Abbiamo evitato una tassa. Così il sistema Paese si dimostra responsabile» | 0 | 8.19 | 01-01-1970 |
| 2 | Riforma dei distributori di carburante, i gestori minacciano lo sciopero contro il Governo | 0 | 4.08 | 04-07-2026 |
| 3 | L'editoriale/ Il ruolo chiave dell'offerta politica | 0 | 10 | 01-01-1970 |
| 4 | Il caro-benzina è una sfida per chi governa. Da Europa e Usa risposte diverse | 0 | 10.35 | 01-01-1970 |
| 5 | Italien: Ölkonzerne reagieren auf steigende Kraftstoffpreise | 0 | 8.52 | 28-09-2026 |
| 6 | L'analisi/Contro l?assalto alla diligenza | 0 | 9.4 | 01-01-1970 |
| 7 | Italienische Energiekonzerne deckeln Kraftstoffpreise | 0 | 8.82 | 28-09-2026 |
| 8 | Riforma medici di famiglia, salta la proposta di assunzione diretta per le Case di comunità | 0 | 6.23 | 11-06-2026 |
| 9 | Ternana, così non basta: il dominio sterile e quel “Meritiamo di più” che pesa | 0 | 8.57 | 27-09-2026 |