Nel giorno che chiude il mese della prevenzione del suicidio, la storia di una giovane riminese e del suo cane di assistenza psichiatrica. Dalla depressione ai momenti più bui, fino all’appello: “Chiedete aiuto”.
Ci sono presenze che non fanno domande. Non giudicano. Semplicemente, restano. Per Sophie quella presenza ha quattro zampe e si chiama Rose. Fino al 2018 la sua vita sembrava correre veloce: l’università, la fotografia, il canto, un’esperienza negli Stati Uniti. Poi, quasi all’improvviso, qualcosa si spezza. Sophie comincia a non riuscire più ad alzarsi dal letto. Si vergogna a dire: “Sto male”. Un male invisibile, che le scava dentro in silenzio. Fino alla richiesta d’aiuto, al percorso di cura, alla diagnosi di depressione e disturbo borderline di personalità, due ricoveri. E la consapevolezza che la sua storia avrebbe potuto fermarsi.
“Avrei potuto avere per sempre 21 anni. Oggi ne ho 29. La vita non è stata facile con me. Però sono grata di essere qui in questo momento”. Accanto a lei, l'amata Rose, primo cane di assistenza psichiatrica certificato ADI in Italia. Si è presa cura di Sophie quando lei non riusciva a farlo. Riconosce l’arrivo delle crisi, la richiama, cerca il contatto, può persino portarle i farmaci. Una presenza concreta quando la mente comincia a trascinarla altrove.
Oggi Sophie racconta ciò che per molto tempo ha nascosto, persino alla sua famiglia. Lo fa per rompere uno dei tabù più difficili: parlare di suicidio.
La sua è una storia personale, ma dentro ci sono i numeri di un disagio molto più grande. Nei primi sei mesi del 2026 oltre 4.200 persone si sono rivolte a Telefono Amico Italia per pensieri suicidari o perché preoccupate per una persona cara: il 24% in più rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente. Più della metà delle richieste, il 53%, arriva da persone con meno di 35 anni.
Anche San Marino ha deciso di rompere il silenzio: tra il 2011 e il 2023 si sono registrati 33 suicidi, circa due ogni anno. Un tema arrivato fino all’attenzione delle istituzioni, con la richiesta di rafforzare prevenzione, ascolto e presa in carico. Perché prevenire significa anche questo: accorgersi. Ascoltare. Restare.
Rose lo fa ogni giorno. E dalle parole di Sophie arriva soprattutto un appello: “Per favore, chiedete aiuto”. C’è anche la gratitudine verso chi è rimasto al suo fianco: “Nel percorso si possono perdere tanti amici, conoscenti e familiari. Ma si costruiscono anche tanti nuovi rapporti, che potrebbero portarti a vite inaspettate”.