La tecnologia corre, l?intelligenza artificiale entra sempre più nella vita quotidiana e la domanda su che cosa significhi essere umani diventa centrale. È su questo terreno...
La tecnologia corre, l’intelligenza artificiale entra sempre più nella vita quotidiana e la domanda su che cosa significhi essere umani diventa centrale. È su questo terreno che si colloca Magnifica Humanitas, la prima Lettera enciclica di papa Leone XIV, dedicata alla custodia della persona umana nell’era dell’intelligenza artificiale. Il documento sarà al centro dell’incontro «Magnifica Humanitas e sentieri pastorali», in programma venerdì 16 ottobre alle 18 nella Sala Alessandro IV del Palazzo dei Papi di Viterbo. A presentarlo sarà il vescovo Orazio Francesco Piazza, chiamato a tradurre le questioni affrontate dal Pontefice in un percorso di riflessione per la comunità diocesana.
L’appuntamento arriva in una settimana particolarmente delicata per Leone XIV, ricoverato al Policlinico Gemelli di Roma dopo l’intervento del 13 ottobre per la rimozione di una lesione al polmone destro, risultata un adenocarcinoma. Le notizie diffuse dal Vaticano hanno riferito di un decorso postoperatorio regolare. La convalescenza del Pontefice, con la sospensione degli impegni pubblici, aggiunge una dimensione umana all’attenzione suscitata dal suo insegnamento: la persona, nella sua fragilità e nella sua dignità, resta il centro di ogni autentico progresso.
Firmata il 15 maggio 2026, nel 135° anniversario della Rerum Novarum di Leone XIII, l’enciclica affronta una delle questioni decisive del nostro tempo: come governare l’innovazione senza sacrificare la libertà, i diritti e la dignità dell’essere umano. Non si tratta soltanto di interrogarsi sulle opportunità offerte dall’intelligenza artificiale, ma di comprendere quali responsabilità ricadano su istituzioni, comunità scientifica, imprese e cittadini quando sistemi sempre più sofisticati intervengono nell’informazione, nel lavoro, nell’educazione e nelle relazioni personali.
La novità del documento sta anche nell’inserire queste trasformazioni nel solco della dottrina sociale della Chiesa, mettendo in dialogo la tradizione cristiana con le scienze umane e le questioni etiche sollevate dalle nuove tecnologie. Il progresso, nella prospettiva indicata dal Papa, non può essere misurato esclusivamente attraverso l’efficienza delle macchine o la rapidità delle innovazioni: deve essere valutato anche in base alla capacità di promuovere giustizia, fraternità e rispetto della persona.
Il rischio, altrimenti, è quello di costruire un mondo tecnologicamente avanzato ma più diseguale, nel quale l’essere umano finisca per perdere centralità nelle decisioni che lo riguardano.
È proprio in questo passaggio che assume rilievo la presentazione affidata a monsignor Orazio Francesco Piazza. Il vescovo di Viterbo non si limiterà a illustrare i contenuti di un documento pontificio, ma offrirà una chiave di lettura pastorale, mettendo in relazione le grandi questioni dell’etica digitale con la vita concreta della comunità ecclesiale. La sfida è capire come accompagnare i fedeli, le famiglie, gli educatori e le giovani generazioni in un cambiamento che non riguarda soltanto gli strumenti utilizzati, ma anche il modo di conoscere, comunicare e costruire relazioni.
Il titolo dell’incontro, «Magnifica Humanitas e sentieri pastorali», richiama proprio questa esigenza: passare dai principi alle scelte quotidiane, dalla riflessione teorica alla formazione delle coscienze. In una società in cui l’intelligenza artificiale può produrre testi, immagini e informazioni, diventa ancora più importante interrogarsi sulla responsabilità individuale, sulla verità, sulla capacità critica e sul valore dell’incontro tra le persone.
L’iniziativa è promossa nell’ambito pastorale Formazione, Cultura e Tradizioni della Diocesi di Viterbo, con il coinvolgimento del Consiglio diocesano dei fedeli laici e del Movimento ecclesiale di impegno culturale. Sono invitati il clero, i religiosi e le religiose, gli uffici pastorali, i consigli foraniali e parrocchiali, i gruppi e i movimenti ecclesiali, oltre a tutti i fedeli laici della diocesi. L’incontro sarà trasmesso anche in diretta streaming sui canali social diocesani, a cura dell’Ufficio comunicazioni sociali.
La presentazione a Palazzo dei Papi offre così a Viterbo l’occasione di partecipare a un confronto che supera i confini ecclesiali. Perché la domanda posta da Leone XIV riguarda l’intera società: quale futuro vogliamo costruire con l’intelligenza artificiale e quali valori devono guidare questo percorso? La risposta, suggerisce l’enciclica, non può prescindere dalla custodia dell’umanità.
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