Eni lancia un nuovo sconto del 20% sui carburanti per l'agricoltura e la pesca: come funziona, quanto dura e le differenze con il price cap
Eni introduce un nuovo sconto del 20% sui carburanti destinati al mondo agricolo e della pesca. Dopo il tetto al prezzo di benzina e diesel, si tratta di un’altra iniziativa che il Gruppo ha deciso di mettere in atto per contrastare il caro energia. Tuttavia, questo bonus non può essere richiesto da tutti.
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Lo sconto annunciato vale per i carburanti commercializzati da Enilive e si applica a benzina e gasolio destinati all’uso agricolo e ai motopesca nell’ambito delle attività professionali. La riduzione, nello specifico, viene applicata al netto dell’Iva e avrà una durata circoscritta, ovvero dal 2 ottobre 2026 al 31 ottobre 2026.
L’azienda ha comunque già specificato che la scadenza non è da considerare definitiva e che potrà essere prorogata fino alla fine dell’anno, tenendo conto dell’andamento dei prezzi e della disponibilità del prodotto. Quindi:
L’iniziativa dedicata all’agricoltura e alla pesca arriva a pochi giorni dall’altra misura annunciata da Eni destinata, questa volta, alla generalità dei cittadini. Dal 28 settembre 2026, infatti, nelle stazioni di servizio Enilive aderenti è stato introdotto un price cap, cioè un tetto massimo al prezzo di vendita – per un periodo iniziale di un mese – pari a:
La misura vale per le stazioni di servizio aderenti e la modalità self service e, anche in questo caso, non è stata esclusa la possibilità di una proroga fino al 31 dicembre 2026, in funzione dell’evoluzione del mercato.
Il bonus per gli imprenditori agricoli e del comparto ittico, dunque, non rappresenta un ulteriore sconto del 20% che tutti gli automobilisti possono sommare al price cap. Le due iniziative non sono cumulabili in quanto differenti, poiché rivolte a esigenze e destinatari differenti.
Quanto ci sta guadagnando il GruppoStando ai dati finanziari diffusi dal Gruppo per il primo semestre del 2026, Eni ha registrato un utile netto complessivo pari a 3,73 miliardi di euro, segnando un incremento del 57% rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente. A trainare le performance economiche è stato in particolare il secondo trimestre dell’anno, chiuso con:
I numeri mostrano quindi un quadro di redditività tale da consentire alla società di assorbire l’impatto economico delle riduzioni di prezzo concesse a consumatori, agricoltori e pescatori, senza compromettere i margini operativi complessivi. Ad ogni modo, anche se rappresentano un costo diretto, c’è da dire che – come stimato dall’economista Carlo Cottarelli – per la durata di 30 giorni, la riduzione dei prezzi comporta per Eni minori incassi stimati tra i 100 e i 120 milioni di euro (che salirebbero a 300-360 milioni in caso di proroga fino a fine anno). Questo però permette di evitare all’azienda il prelievo fiscale sugli extra-profitti compreso tra diverse centinaia di milioni e oltre 1 miliardo di euro.