Al Senato le opposizioni presentano quattro risoluzioni diverse e in contraddizione tra loro. Il centrodestra prova a spaccarle, ma il non voto evita la resa dei conti. A Montecitorio il regolamento cambia e i riformisti potrebbero sfilarsi. Renzi avverte: “Senza i voti di tutti non si vince”
Al Senato le opposizioni presentano quattro risoluzioni diverse e in contraddizione tra loro. Il centrodestra prova a spaccarle, ma il non voto evita la resa dei conti. A Montecitorio il regolamento cambia e i riformisti potrebbero sfilarsi. Renzi avverte: “Senza i voti di tutti non si vince”
14 Ottobre 2026 alle 15:56
Giorgia Meloni insolitamente istituzionale. I partiti del campo largo divisi alla meta della politica estera. Al Senato Pd, M5s, Avs e Italia viva vanno in ordine sparso, dopo le comunicazioni della premier Giorgia Meloni sul Consiglio europeo del fine settimana. Ogni partito di opposizione si presenta con una sua risoluzione. E a salvarli, almeno formalmente, è il regolamento del Senato, che non prevede il voto delle risoluzioni di minoranza dopo il via libera a quella di maggioranza.