La medicina può individuare un tumore in modo sempre più precoce, ma la possibilità di arrivare in tempo dipende anche da ciò che accade prima di una visita...
La medicina può individuare un tumore in modo sempre più precoce, ma la possibilità di arrivare in tempo dipende anche da ciò che accade prima di una visita specialistica: dalla paura di scoprire una malattia, dall'accesso ai servizi, dalla qualità dell'informazione e dalla capacità del territorio di raggiungere chi resta indietro.
A Latina le iniziative per l'Ottobre rosa hanno riunito ieri amministrazione comunale, Lega italiana per la lotta contro i tumori (Lilt) e Croce rossa italiana. Un confronto che ha offerto l'occasione per parlare di diagnosi precoce, accompagnamento durante le cure e del ruolo del volontariato, con uno sguardo che va oltre il mese dedicato alla prevenzione del tumore al seno.
A sottolineare l'importanza dell'incontro è stata la sindaca Matilde Celentano, che ha scelto di raccontare la propria esperienza: «Io ho avuto un tumore al seno, nonostante facessi controlli tutti gli anni», ha spiegato, ricordando quanto possa cambiare la prospettiva quando la malattia viene individuata tempestivamente. La diagnosi è arrivata sei mesi dopo la sua elezione ma «l'ho affrontato con rabbia e coraggio». Un percorso difficile che non le ha risparmiato le terapie, ma che oggi le permette di parlare con maggiore consapevolezza: «Il sindaco è il primo presidio territoriale della salute pubblica, non è solo un compito istituzionale. Per questo dobbiamo indurre nelle donne un cambio di mentalità: devo fare prevenzione perché voglio vivere».
Ma la cura non riguarda soltanto la fase oncologica. La presidente provinciale della Lilt, Nicoletta D'Erme, ha illustrato un nuovo investimento dell'associazione: «Abbiamo acquistato da poco un macchinario per l'analisi approfondita della pelle, destinato a essere utilizzato prima, durante e dopo le cure, per individuare eventuali problematiche dermatologiche e contribuire a gestirne gli effetti anche sul piano estetico-econolgico». Per D'Erme la prevenzione deve cominciare «presto e diventare parte della quotidianità, mentre le associazioni devono poter raggiungere anche le persone che oggi restano più difficili da intercettare».
E proprio lo scorso anno la Lilt ha accompagnato quasi 800 donne della provincia pontina agli screening. È nata qui un'idea che la presidente coltiva da tempo: candidare Latina a capitale del volontariato. «La mia famiglia è da sempre attiva in questo mondo. Secondo me Latina ha una buona base di volontariato: va potenziata, coltivata e formata. Penso che la città sia pronta e spero accolgano la mia idea» ha detto entusiasta la presidente.
Sullo stesso terreno lavora anche Croce Rossa di Latina, che ha ribadito la volontà di rafforzare la propria presenza sul territorio. «Siamo abituati a correre dietro a tutti, però un tempo per guardarci e dire "come sto oggi" alle volte non lo facciamo», ha detto il presidente del comitato pontino, Lorenzo Munari. E proprio tra gli esempi, il presidente ha raccontato l'iniziativa realizzata su richiesta dell'esercito a Sabaudia per insegnare l'auto-palpazione alle donne in servizio.
A moderare l'incontro di ieri è stata la giornalista Renata Tomasini, che ha richiamato la necessità di mantenere alta l'attenzione anche oltre ottobre. Il tumore al seno, pur colpendo prevalentemente le donne, può interessare anche gli uomini: una realtà meno conosciuta che rende ancora più importante un'informazione corretta e capace di raggiungere pubblici diversi.
E proprio sul piano concreto, per il mese di Ottobre Rosa, la Asl di Latina ha aderito alla campagna regionale che offrirà alle donne tra i 45 e i 49 anni la possibilità di prenotare una mammografia gratuita, fino a esaurimento delle disponibilità. Anche chi non riceve la lettera d'invito allo screening può rivolgersi al medico di famiglia per ottenere l'impegnativa con l'esenzione prevista e prenotare un esame che può salvargli la vita.
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