Conti a due velocità per il lusso. Le trimestrali fotografano un settore alle prese con una domanda discontinua. A Parigi crolla Hermès: dopo la pubblicazione dei ricavi del terzo...
Conti a due velocità per il lusso. Le trimestrali fotografano un settore alle prese con una domanda discontinua. A Parigi crolla Hermès: dopo la pubblicazione dei ricavi del terzo trimestre il titolo della maison francese ieri ha perso il 5%. A Milano invece Moncler ha guadagnato il 2,6% chiudendo la seduta a 44 euro, forte della crescita accumulata nei primi nove mesi. Frena Prada nel terzo trimestre, mentre brilla a Wall Street il gruppo piemontese Ermenegildo Zegna, che ha chiuso i nove mesi con ricavi per 1,421 miliardi di euro, in aumento del 7,2%.
L'EFFETTO ASIA
I risultati dei primi nove mesi del 2026 delle griffe restituiscono un quadro articolato che risente dei consumi più selettivi, della debolezza dei flussi turistici in Europa e, ovviamente, delle difficoltà in Medio Oriente.
Hermès aumenta il fatturato, ma paga una trimestrale inferiore alle attese e la mancata crescita dell'Asia-Pacifico: il gruppo ha registrato nel terzo trimestre un fatturato di 4,1 miliardi di euro, in crescita del 4,3% a cambi costanti, un risultato sotto le stime e in rallentamento rispetto al +6,7% del secondo trimestre. Nei nove mesi i ricavi hanno raggiunto 12,3 miliardi, con un aumento di circa il 6% a cambi costanti. Il punto debole è l'Asia, escluso il Giappone, dove negli ultimi tre mesi le vendite sono rimaste ferme. Pesa, in particolare, l'atteggiamento prudente della clientela cinese.
Kering, la casa madre di Gucci, ha chiuso il terzo trimestre con ricavi a quota 3,345 miliardi di euro, stabili su base nominale e in calo dell'1% su base comparabile rispetto all'anno precedente. Nei nove mesi il gruppo francese ha visto i ricavi attestarsi a 10,56 miliardi di euro (-2%). I ricavi di Gucci si sono fermati nel trimestre a 1,291 miliardi (-4%).
Ieri a Milano Moncler ha guadagnato invece il 2,6% in una giornata profondamente negativa per il Ftse Mib. Il gruppo ha registrato ricavi per 1,895 miliardi di euro nei primi nove mesi dell'anno, in aumento del 3% a cambi correnti e del 6% a cambi costanti. Nel terzo trimestre il fatturato si è mantenuto sostanzialmente stabile a 605,5 milioni. All'interno del gruppo, il marchio Moncler ha raggiunto 1,589 miliardi di ricavi nei primi nove mesi del 2026, in crescita del 6% a cambi costanti, ma nel terzo trimestre ha ceduto l'1%. Pesano il rallentamento delle vendite dirette e la debolezza dell'area Emea, condizionata da una domanda locale meno vivace. Stone Island mostra maggiore slancio, con ricavi per 306,2 milioni, in aumento dell'8% a cambi costanti nei nove mesi e del 5% nel trimestre.
PRUDENZA E FIDUCIA
Nei nove mesi il gruppo Prada ha registrato ricavi netti pari a 4,541 miliardi, +15%, e una crescita organica del 4% calcolata a cambi costanti e senza considerare i 441 milioni generati da Versace. Il terzo trimestre conferma però una decelerazione, con un aumento dell'11% complessivo e dell'1% organico. Le vendite retail sono arrivate a 3,9 miliardi, in progresso dell'11% e del 2% su base organica.
Ha tenuto il marchio Prada, con vendite retail in crescita del 2% e un trimestre positivo a +1%, mentre Miu Miu ha rallentato. Ermenegildo Zegna ha chiuso i primi nove mesi con ricavi per 1,421 miliardi di euro, in aumento del 7,2% su base annua e dell'8,9% su base organica. Nel terzo trimestre il fatturato ha toccato 433,8 milioni, con una crescita dell'8,9%, pari all'8,2% organico. A trainare i è il marchio storico Zegna, con ricavi pari a 283,8 milioni nel terzo trimestre e una crescita organica del 12,7%. «Affrontiamo gli ultimi mesi dell'anno con prudenza, ma anche con fiducia in uno scenario globale che resta incerto», ha dichiarato Gildo Zegna, presidente esecutivo del gruppo.
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