Apre la nuova chiesa a Cansatessa con la benedizione del Cardinale Petrocchi
24 ottobre 2026 | 10:25

Il cardinale Giuseppe Petrocchi è tornato all’Aquila per benedire la nuova chiesa di Cansatessa. Messa con l’arcivescovo D’Angelo, il parroco e tanti sacerdoti
La popolosa frazione di Cansatessa ha un luogo di culto tutto suo. Aperta e benedetta con una messa solenne la nuova chiesa. A benedirla e consegnarla alla comunità è tornato all’Aquila per l’occasione il cardinale Giuseppe Petrocchi, che la presieduto la funzione nella nuova chiesa di Cansatessa, gremita, insieme all’arcivescovo Antonio D’Angelo, al parroco canonico Marco Manoni e a tanti sacerdoti del clero aquilano. Il giorno non è stato scelto a caso. 23 ottobre, data della morte di San Giovanni da Capestrano avvenuta nel 1456 a Ilok, in Croazia. Una data che lega la nuova parrocchia al suo patrono e che l’Arcidiocesi aveva annunciato da settimane come giorno della Dedicazione della Chiesa e dell’Altare di Cansatessa. La chiesa si staglia riconoscibilissima vicino al vecchio abitato: un’ampia vetrata segnata da una grande croce bianca, un campanile dalla forma particolare visibile da tutto il quartiere, spazi su due livelli con il salone sotto l’aula liturgica, un sagrato aperto al quartiere e una corte interna scoperta pensata come luogo protetto per i bambini.
Quella di venerdì 23 ottobre è liturgia intensa, scandita dalla musica del Coro diocesano San Massimo, all’inizio della messa gli altari, la statua del Santo e le pareti sono state asperse con l’acqua benedetta dal cardinale. Poi il momento più solenne: dietro l’altare sono state murate le reliquie di San Giovanni da Capestrano. “Un percorso faticoso, che ha richiesto molta perseveranza ed è arrivato a compimento con la partecipazione di tanti“, ha detto Petrocchi nell’omelia. “Quando ho compiuto il mio mandato di arcivescovo la struttura era completata, ma mancavano tanti aspetti funzionali portati ottimamente a termine dal mio successore”. Per Petrocchi, non è solo una chiesa, “Non è solo un importante luogo di culto, ma luogo di opportunità sociali, di solidarietà e promozione umana”.
Concetto ribadito dall’arcivescovo D’Angelo, “L’idea della chiesa era iniziata ben prima del terremoto, poi il cardinale Petrocchi ha ripreso in mano il progetto e oggi questo spazio serve a ricostruire la comunità, un punto di riferimento anche dal punto di vista sociale“.
L’omelia integrale che il cardinale ha pronunciato è un lungo testo teologico, il cuore si può riassumere in una frase che Petrocchi ha preso in prestito da Paolo VI, “Costruite la Chiesa viva. La Chiesa siete voi, questo tempio è soltanto l’ambiente che la raccoglie“.
Cinque i passaggi che ha consegnato alla comunità:
Ha ricordato inoltre che la parrocchia è “l’ultima localizzazione della Chiesa”, la Chiesa che vive in mezzo alle case e riprendendo Giovanni Paolo II,”parrocchia vuol dire la presenza di Cristo tra gli uomini“, ha descritto la parrocchia come “famiglia di famiglie“, dove si supera l’antagonismo tra ricchi e poveri. La missione, ha ricordato con Benedetto XVI, non è proselitismo ma attrazione. Il passaggio più attuale, con il richiamo all’enciclica di Papa Leone XIV Magnifica Humanitas, è legato alla dignità della persona, destinazione universale dei beni, opzione per i poveri, cura della Casa comune, da tradurre in “progettazione responsabile, inclusione dei più fragili, alfabetizzazione digitale”. E la chiusura: “Questo nostro mondo, per non sprofondare nella disperazione, ha bisogno di bellezza”.
La storia della chiesa di Cansatessa comincia prima del 6 aprile 2009, quando il parroco Manoni sognava già allora un centro con l’adorazione eucaristica perpetua. Dopo il sisma, che distrusse o rese inagibili anche molti edifici sacri, proprio a Cansatessa fu inaugurata la prima chiesa realizzata in legno dopo il terremoto, grazie a una delegazione guidata dal Presidente della Provincia di Trento. Una soluzione provvisoria durata 17 anni. Il complesso definitivo è stato realizzato grazie all’8xmille alla Chiesa cattolica. I costi globali previsti sono di 3.492.996 euro, circa 3,5 milioni – di cui il 75% dai fondi 8xmille e il restante 25% dall’impegno dell’Arcidiocesi, della parrocchia e di benefattori tra cui la Fondazione Carispaq.
Il progetto è dell’architetto Leonardo Nardis con lo studio Nardis Architetti dell’Aquila, i lavori sono stati affidati agli ingegneri Armido e Pierluigi Frezza.
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