L’inizio di stagione 2026 di Andrea Kimi Antonelli può essere raccontato con i numeri: diciannove anni, cinque vittorie di fila, 68 punti di vantaggio dopo sei gare sul compagno di...
La tabella evidenzia gli incroci tecnici e commerciali tra costruttori di motori, scuderie e fornitori di carburante nella nuova era regolamentare. I dati associano a ciascun team il rispettivo partner chimico-energetico, evidenziando la dimensione economica dei cinque grandi player globali (espressa in miliardi di dollari di fatturato) che si contenderanno il vantaggio competitivo attraverso la formulazione delle nuove benzine 100% sostenibili
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In una stagione di grandi cambiamenti regolamentari per la Formula 1, la FIA introduce anche l’obbligo di utilizzare carburanti al 100% sostenibili. Una scelta in linea con l’obiettivo della Formula 1 di raggiungere il Net Zero Carbon entro il 2030. In Formula 1 l’Advanced Sustainable Fuel è un tipo di carburante prodotto da fonti rinnovabili e privo di qualsiasi componente derivante dal petrolio. Si tratta di un carburante “drop-in”, quindi direttamente utilizzabile dalle monoposto senza richiedere modifiche strutturali al motore.
In merito, il presidente della FIA, Mohammed Ben Sulayem, ha dichiarato: «Innovazione e progresso vanno di pari passo e la FIA è in prima linea mentre ci muoviamo verso un futuro sostenibile. I carburanti alternativi rappresentano il passo successivo e oggi stiamo dando vita a una parte significativa della nostra visione di sostenibilità grazie alla disponibilità di carburante sostenibile certificato FIA, supportato da una procedura estremamente solida di cui possiamo tutti fidarci. Queste innovazioni sviluppate in pista continuano a favorire cambiamenti su strada che hanno un impatto sulla vita quotidiana di ciascuno di noi».
Già a dicembre 2020 la Formula 1 aveva inviato ai costruttori dei motori i primi campioni di un carburante al 100% sostenibile, prodotto da scarti biologici, per essere testato e validato. Negli ultimi anni la FIA aveva già introdotto questa tipologia di carburante in altre competizioni prima del suo sbarco in Formula 1, come nel FIA European Truck Racing Championship, nel World Rally Championship e nel World Endurance Championship.
Prima dell’entrata in vigore del nuovo regolamento, le monoposto utilizzavano l’E10, ovvero un carburante al 90% di origine fossile e al 10% derivato da etanolo, il cui prezzo al litro in Formula 1 oscillava tra i 22 e i 33 dollari. Il costo al litro dei nuovi carburanti sostenibili, invece, si aggira tra i 170 e i 300 dollari, generando un esborso per le scuderie stimato tra 1,9 e 2,4 milioni di dollari per l’intera stagione. Un impatto che Ayao Komatsu, team principal della Haas, ha sintetizzato così: «I costi del carburante saranno fuori dal budget cap, ma bisogna comunque finanziarli. Bisogna trovare nuove entrate. Lo chiamiamo carburante sostenibile, ed è sostenibile dal punto di vista ambientale, ma dal punto di vista finanziario non lo è».
Due vie principali: e-fuels e biocarburantiI carburanti sostenibili devono derivare da componenti avanzate (advanced sustainable components) come rifiuti urbani, fonti rinnovabili non biologiche e biomasse non alimentari, nel rigoroso rispetto dei limiti imposti sulle emissioni di gas serra. Inoltre, l’intero processo produttivo, che risulta intrinsecamente lungo e complesso, deve essere alimentato esclusivamente da fonti rinnovabili.