Il guasto di Verstappen apre la gara, Ferrari perde Leclerc dopo la Safety Car di Stroll, McLaren festeggia male il millesimo GP. Fuori pista, la F1 conferma il modello lusso: Las Vegas fino al 2037, droni su Port Hercule e Gucci futuro title sponsor di Alpine
Dopo le libere, Alonso ha consegnato il giudizio più duro di questa settimana sul nuovo regolamento: questa sarebbe «probabilmente la peggiore generazione di auto che abbia mai guidato a Monaco. Il bersaglio non è il risultato del venerdì, ma la gestione ibrida: il recupero energetico rende imprevedibile il freno motore: a volte la batteria ricarica, a volte no, e la risposta cambia». E ricalca: «Le ibride non dovrebbero correre».
Nuova collocazione a giugno: Indy liberata, Roland Garros in collisioneLo spostamento al primo weekend di giugno ha una (prima) logica non (ben) dichiarata ma (decisamente) storica: evitare la sovrapposizione con la Indianapolis 500; cosa fatta con successo per decenni salvo rare discontinuità quasi assenti dagli anni novanta, eccetto che negli anni del Covid. Ma il paradosso è immediato. Il 7 giugno 2026, Monaco cade sull’ultima giornata del Roland Garros. Manco a farlo apposta, poi, con due italiani sotto i riflettori: uno in pole, l’altro nella finale più importante dell’Open di Francia, il singolo maschile. E, contro le ovvie scommesse precedenti al torneo, in finale non c’è Jannik Sinner ma Flavio Cobolli. Il conflitto con Indy viene risolto, ma si apre una nuova collisione di pubblico. E cade anche un rito: per decenni l’appassionato di motori poteva seguire Monaco e Indy nella stessa domenica. Oggi quel doppio appuntamento potrebbe essere archiviato per sempre. Tuttavia, per molti driver, specie i più maturi, si apre la possibilità di una doppia partecipazione, cosa che negli ultimi decenni, è successo solo in pochi casi, e nemmeno con un incarico in corso, ma solo in “anni di pausa” o “poco dopo aver smesso”. Si ricordano, fra i più noti: Jean Alesi, Fernando Alonso e, manco a dirlo, Alex Zanardi. Ma se restano “mosche bianche”, la Triple Crown continuerà a vivere più come mito che come obiettivo davvero praticabile.
Las Vegas blindata fino al 2037La notizia commerciale più pesante del weekend monegasco è arrivata lontano dall’Europa: la Formula 1 ha confermato il Gran Premio di Las Vegas fino al 2037, estendendo l’accordo con Clark County e la Las Vegas Convention and Visitors Authority: non solo “uno dei tanti” aggiornamenti o conferme di calendario, ma una vera dichiarazione storica. I numeri che accompagnano l’annuncio sono costruiti per convincere: 3,2 miliardi di dollari di impatto economico cumulato per il Southern Nevada dal 2023, tre edizioni consecutive sold out (anche se non prive di ‘forzature’ con forti sconti all’ultimo secondo).
Droni su Port Hercule: è record europeoIl ponte narrativo fra Monaco e Las Vegas è stato costruito giovedì sera sopra il porto. La F1 ha aperto il weekend con quello che definisce il più grande drone show mai realizzato in Europa: 3.050 unità, dieci minuti di coreografia fino a 180 metri di altezza. Il doppio in quanto a numeri se si conta la “flotta” più numerosa mai vista nel Vecchio Continente, anche se è sei-sette volte sotto ai numeri più alti visti in Cina. Comunque spettacolarissima, la sequenza ha riprodotto il circuito, il trofeo, il rinnovo del Principato fino al 2035 e l’annuncio Las Vegas 2037. La festa, poi, si è poi spostata a bordo della Msc Explora I, la regina fra gli scafi privati ormeggiati in porto. Il messaggio era strutturale: Monaco non è solo una gara, è il palcoscenico principale in cui la F1 comunica se stessa al mondo.
McLaren a quota 1.000Monaco 2026 è il millesimo Gran Premio della McLaren. La coincidenza ha un peso specifico: nel 1966 Bruce McLaren portò qui la M2B, prima monoposto F1 della squadra. Per l’occasione livrea speciale sulla MCL40 — papaya metallizzato e antracite — e la storica M2B di 60 anni fa in griglia accanto alla vettura del millesimo GP. Il bilancio ufficiale parla da solo: 203 vittorie, 177 pole position, 561 podi, 13 titoli piloti, 10 costruttori. Il paradosso è che la ricorrenza arriva nel weekend meno favorevole: Norris e Piastri partono dalla quarta fila, e a Monaco la quarta fila è quasi una condizione tattica, non una posizione di partenza. Un’occasione per riunire alcune glorie del passato, fra cui Hakkinen e Fittipaldi.