Si prospetta un inverso difficile per i cittadini con bollette shock se non facciamo qualcosa
Prezzi dei carburanti che salgono, polemiche politiche, accise mobili, price cap, proposte dell'UE, e l'inverno che si avvicina. Non si prospetta una stagione facile per gli italiani a causa del caro energia. Ne abbiamo parlato cvon Andrea Ropa, giornalista economico del Quotidiano nazionale.
Andrea Ropa, qual è la situazione in Italia e cosa dobbiamo aspettarci per questo inverno?
La situazione in Italia è piuttosto mobile, variabile e confusa, nel senso che il price cap che è un'iniziativa unilaterale da parte di alcune aziende petrolifere resiste anche se aggiustato, nel senso che il ritorno delle accise sul gasolio ha fatto aumentare il prezzo del gasolio di 6 centesimi per litro. Una parte di questi 6 centesimi è stata assorbita da alcune compagnie come Eni per esempio, che prima ha aumentato il prezzo di 6 centesimi e poi lo ha ridotto di 4. Avrebbe dovuto intervenire il meccanismo auspicabilmente, avrebbe dovuto intervenire il meccanismo delle accise mobili, ma la decisione di fare scattare questo meccanismo delle accise mobili non è stata presa dal governo di Roma e questo evidentemente ha portato a una situazione piuttosto confusa da questo punto di vista. Alla fine, in ogni caso, accise mobili o non accise mobili, il conto lo pagano i poveri cittadini sotto due diverse forme, cioè coloro che si muovono per andare a lavorare e che quindi spendono di più per fare rifornimento di gasolio o di benzina, e coloro che sono consumatori e vanno a fare una spesa al supermercato, là dove arrivano le merci movimentate con il gasolio soprattutto e quindi costano di più le merci e si riacutizza l'inflazione.
L'inflazione che si riacutizza evidentemente erode il potere di acquisto già abbastanza penalizzato degli stipendi dei poveri italiani. A tutto questo evidentemente si aggiunge anche un tema che è più generale, che riguarda le energie più in generale, che non sono solo i carburanti, ma è anche il costo dell'elettricità e del gas che sta lievitando, sta arrivando l'inverno e con l'arrivo di questo inverno ci sono problemi anche da questo punto di vista, cioè il rischio è quello di capitare delle bollette shock che andranno a minare ulteriormente i bilanci delle famiglie, quindi è già partito l'allarme sia dei consumatori da questo punto di vista sia anche delle imprese nella fattispecie confindustria ceramica, per esempio proprio oggi ha diramato un appello dicendo che con questi costi dell'energia non ce la facciamo rimanere competitivi nei confronti di altri sistemi produttivi, di altri paesi dove l'energia evidentemente costa meno.
E quindi gli italiani rischiano di rimanere schiacciati in questa morsa. guardando all'Europa con un minimo di fiducia e l'Europa che ha in mano peraltro il regolamento che regola le accise o con altri con altri meccanismi tipo quello che ha tipo quello che ha proposto la Presidente della Commissione Von der Leyen, cioè di fare squadra, di unire gli approvvigionamenti e di comprare in un'unica centrale di acquisto tutta quanta l'energia che serve l'Europa al fine di risparmiare e di ottenere prezzi migliori, l'Europa in questo caso potrebbe dare una mano all'Italia.
Quindi secondo lei una possibile soluzione sarebbe l'aggregazione della domanda a livello europeo, potrebbe essere quella?
Questo è quanto auspica, questa è l'idea della Von der Leyen che ha illustrato proprio ieri. Sicuramente mettendo insieme la domanda di tutti i paesi europei, alcuni dei quali sono particolarmente energivori, prima fra tutti la Germania e la Francia, la Germania consuma quasi il doppio dell'energia dell'elettricità dell'Italia, quasi il doppio. Mettendo insieme la domanda di tutti questi paesi si può andare sul mercato verosimilmente a spuntare delle condizioni migliori nei confronti dei grandi fornitori internazionali. Questo però è l'ennesima soluzione tampone, siamo qua che aspettiamo sempre che ci sia lo sconto di 5 centesimi oppure che ci sia un qualche sistema, una qualche soluzione più o meno creativa per respingere appunto l'ennesimo salasso che arriverà inevitabilmente con i primi freddi.
C'è una via d'uscita, secondo lei?
Intervenire sui mercati dell'energia stabilendo dei price cap come furono come furono stabiliti nel 2022 e preparando le condizioni affinché i prezzi possano scendere naturalmente. In questo momento sia il prezzo del petrolio che il prezzo del gas, e dal prezzo del gas dipende anche il prezzo dell'energia, sono gonfiati da delle situazioni di carattere geopolitico sulle quali bisogna intervenire per ripristinare una fisiologia. In questo momento siamo in uno stato di patologia e quindi i prezzi sono molto alti. Il petrolio è attorno ai 100 dollari al barile, il gas è poco sotto gli 80 euro al megawatt ora al mercato di Amsterdam, sono prezzi troppo alti affinché un sistema produttivo possa permettersi a lungo. Quindi bisogna prima possibile ripristinare le condizioni affinché i mercati possano tranquillizzarsi e riportare i prezzi su livelli fisiologici che sono i livelli di qualche mese fa, nulla di sconosciuto.
Cosa pensa della tassazione sugli extra profitti?
Prima di tutto bisogna essere d'accordo su cosa sono gli extra profitti. Noi in Italia abbiamo fatto due anni di polemica sui famosi extra profitti delle banche, salvo poi alla fine non capire nemmeno cosa sono gli extra profitti, perché in dottrina economica gli extra profitti non esistono. Esistono i profitti oppure esistono le perdite. Gli extra profitti non ci sono, per cui al bar si può dire che le aziende energetiche, siccome il prezzo dei carburanti è tanto aumentato, hanno guadagnato tanto per cui adesso gli appiccichiamo delle tasse in più, che è esattamente quello che sta dicendo il commissario dell'energia irlandese. Ma dall'altra parte, osservando con attenzione la presidente della BCE, che è emanazione in qualche modo dell'Unione Europea, ha detto non più tardi di una settimana fa che nemmeno lei sa cosa siano gli extra profitti e che dal punto di vista bancario e finanziario gli extra profitti non esistono. Quindi diciamo 'tassiamo gli extra profitti'. Bene, cioè che cosa vogliamo tassare? Quello in più che loro hanno guadagnato rispetto a cosa? Io temo che queste siano tutte provvedimenti di facciata molto molto populisti, che vanno molto di moda adesso perché siamo comunque entrati in una fase di campagna elettorale strisciante e continua in Europa. Nel frattempo però i prezzi delle materie prime aumentano, la spesa aumenta perché? Perché sono maggiori i costi per movimentare le merci, sono maggiori i costi energetici per produrle anche le merci e quindi bisogna andare a intervenire alla fonte, cioè sui mercati, non tagliando una accisa oppure chiedendo la pietà a due compagnie petrolifere che ti facciano uno sconto, che magari sono buone e brave, bisogna intervenire sui mercati, andare sui mercati e dire il petrolio a 100 dollari al barile è troppo, bisogna in qualche modo fermarlo a 60, ripristinando delle condizioni di normalità che ora non ci sono evidentemente.
Quindi non pensa che il mercato sia autoregoli in qualche modo?
Io sono per il mercato, nel senso che sono per l'assunto secondo il quale il mercato ha sempre ragione. Prendersela col mercato è come prendersela con il meteo, è uguale, è come maledire il governo perché piove. Il mercato è un costante equilibrio fra domanda e offerta, quindi il mercato ha sempre ragione. È chiaro che in questo momento il mercato propone prezzi alti perché l'offerta sul mercato dei prodotti petroliferi è un'offerta che è calata a fronte di una domanda che invece rimane alta e ad altissima soprattutto che arriva dall'est e dalla Cina perché il numero delle raffinerie, soprattutto quelle europee, fra i quali quelle italiane, è molto calato e quindi si trova meno carburante di quello che i mercati richiedono. Questo equilibrio è quello che il mercato registra, i prezzi sono troppo alti e quindi bisogna intervenire su queste cause".
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