Il centrale, colonna della Nazionale dal 1999 al 2012, ha parlato del movimento italiano e delle speranze per l'immediato futuro
Una vita nella pallavolo, oltre 300 presenze con l'Italia, trofei - tanti - anche a livello di club e quel sogno che gli azzurri finora hanno solo cullato, almeno al maschile, sfiorato per tre volte. Luigi Mastrangelo, centrale della Nazionale dal 1999 al 2012, tre volte medagliato olimpico, è passato da San Marino. Ai nostri microfoni ha parlato del proprio impegno attuale nello sport e ha detto la sua sullo stato attuale del volley del Bel Paese: "Il momento sta andando molto bene, sia al maschile, sia al femminile. Stiamo vincendo tante manifestazioni, anche se le ultime partite non sono andate bene, questo 2026 non è stato positivo per la nostra pallavolo. Per quanto mi riguarda, mi occupo sempre di sport, lo faccio in una società dello Stato che si chiama Sport&Salute, che promuove i valori dello sport e i sani e corretti stili di vita. Quindi sempre di sport mi occupo, anche se non gioco più da un po' di anni".
È però un talento che hai anche trasmesso a tua figlia Nicole, che adesso è in A2 e comincia essere nel giro della Nazionale...
"Spero di averle trasmesso un pochino di talento - ammette, ridendo -, la femminile è un pochino diversa. È ancora giovane, promette, quindi le auguro, non dico di fare la mia stessa carriera, ma andrebbe bene anche una buona metà della mia".
Tu sei arrivato in Nazionale quando la generazione di Fenomeni era veramente agli sgoccioli. Come è stato raccogliere l'eredità di quel decennio incredibile, per voi che comunque siete stati una generazione ricca di talento?
"Io ho vissuto tre generazioni: la fine della generazione di Fenomeni, la mia e parte della penultima, non dell'ultimissima perché sono molto giovani. Abbiamo continuato quella sfilza di risultati positivi, perché abbiamo continuato a vincere, ho giocato quattro Olimpiadi, con tre medaglie. Non abbiamo fatto meglio dei Fenomeni perché comunque far meglio di quella generazione lì è un po' difficile, bisognerebbe vincere l'oro olimpico, ma credo che il gruppo attuale abbia tutte le carte in regola, le possibilità per vincere quest'oro che manca alla pallavolo maschile".
C'è qualche giocatore in cui ti rivedi ora? Qualche centrale che può aver raccolto la tua eredità tecnica?
"Galassi è molto bravo, poi c'è il giovane Pardo Mati. Sono promettenti".