Nell’estate dei mondiali FIFA in cui un gioco sui mondiali non esiste, la cosa che ci va più vicina è “il giochino di Holly e Benji”, al secolo Captain Tsubasa 2: World Fighters. E non sembra un brutto accontentarsi. Sviluppatore / Publisher: TAMSOFT / Bandai Namco Entertainment Prezzo: 59,99 € Localizzazione: Testi Multiplayer: Onlie PEGI: […]
Nell’estate dei mondiali FIFA in cui un gioco sui mondiali non esiste, la cosa che ci va più vicina è “il giochino di Holly e Benji”, al secolo Captain Tsubasa 2: World Fighters. E non sembra un brutto accontentarsi.
Sviluppatore / Publisher: TAMSOFT / Bandai Namco Entertainment Prezzo: 59,99 € Localizzazione: Testi Multiplayer: Onlie PEGI: 18 Disponibile su: PC (Steam), PS5, XBOX Series, Switch Data di uscita: 28 agosto
22 squadre e oltre 110 personaggi a roster. Un editor per aggiungerne almeno uno, il proprio, e una campagna basata sull’arco World Youth del manga originale, dove Tsubasa e compagni giocavano, e ovviamente vincevano, il mondiale under-20. Captain Tsubasa 2: World Fighters sembra avere tutti i connotati di una festa per i fan dell’opera di Yōichi Takahashi.
E anche per chi viene dall’anime, perché superato lo straniamento dovuto al fatto che per noi sono familiari i nomi dell’adattamento Mediaset, più che quelli originali, le vicende sono quelle e i personaggi pure: per quanto in-game il portiere della nazionale giovanile italiana si chiami Gino Hernandez e non Buffetti, è comunque definito “il portiere perfetto”.
ROAD TO 2026Inizio con questo esempio perché la sessione di hands-on, pur permettendo di giocare i primi capitoli della modalità storia, consigliava di prendere confidenza con i sistemi di gioco avviando prima un free mach per poi passare ai match offline e chiudere, infine, con un assaggio della modalità “New Stars”, liberamente tratta (come detto) dalla saga World Youth ma opportunamente modifica per far spazio al personaggio creato al giocatore. È un po’ presto per dire con quali esiti e con quale impatto, avendo sostanzialmente potuto giocare solo i primi incontri della campagna. Per ora si può sicuramente dire che non mancano delle interazioni a scelta multipla con i personaggi del manga, permettendo a chi gioca di poter “ruolare” il suo avatar anche fuori dal rettangolo verde. Per il resto, la promessa di New Stars è quella di permettere di sbloccare nuove tecniche da usare poi durante le partite e degli scenari extra, che analizzano la storia da altri punti di vista o si concentrano sui rapporti tra team e personaggi.
Gli sviluppatori lo etichettano come “Super action football”, e pad alla mano l’impressione è quella
I free mach e gli scontri offline hanno permesso di saggiare i sistemi di gioco in modo più diretto, per quanto si senta l’assenza di un tutorial più esplicito (anche se qualche spiegazione in più sulle meccaniche sembra venir fuori giocando New Stars). Captain Tsubasa 2: World Fighters non è da considerarsi una simulazione calcistica, come d’altra parte nemmeno l’opera originale aveva velleità di realismo (inserire il meme sulle dimensioni del campo da calcio sferico visto nell’anime). Gli sviluppatori lo etichettano come “Super action football”, e pad alla mano l’impressione è quella di trovarsi a metà via tra un gioco di calcio decisamente arcade ed una sorta di picchiaduro. Sarebbe sbagliato il paragone finanche con un Mario Strikers, che condivide con questa seconda sgambata calcistica di Bandai un certo disrispetto per le regole del calcio com’è nel mondo reale ma alla fine diverge pesantemente su un aspetto fondamentale, ovvero il come fare goal.
L’UNICA COSA CHE CONTALa particolarità di Captain Tsubasa 2: World Fighters è proprio sul come si va a rete. Non è una questione di skill del giocatore. O meglio, non solo. Quando si tira in porta, che si tratti di un tentativo da fuori area o meno, di un tiro “normale” o di una delle mosse tipiche della serie, chi sta attaccando deve scegliere come angolare la palla. Di rimando, il portiere deve scegliere da che lato tuffarsi, e a seconda di quanto va vicino alla scelta dell’attaccante perde più o meno stamina dalla sua barra. Si può fare goal essenzialmente solo quando questa barra viene portata allo zero, ma bisogna tenere conto anche dell’abilità speciale del portiere, e qui si torna all’esempio iniziale, perché proprio l’Italia è forse la squadra migliore per familiarizzare con questa meccanica, visto che la specialità di Hernandez è proprio quella di poter ricaricare la propria barra bloccando un tiro quando questa è già scesa sotto il 10%.
Non è una questione di skill del giocatore. O meglio, non solo.
Ma non solo portieri e attaccanti sono dotati di super mosse, d’altronde nemmeno nel Captain Tsubasa su carta erano gli unici protagonisti dell’azione. Virtualmente ognuno dei 22 personaggi in campo può tirare fuori la matta dal mazzo: che si stia difendendo o impostando l’azione può partire sempre un tackle, un passaggio ad effetto capace di capovolgere il fronte premendo un paio di tasti, un dribbling per superare gli avversari a sorpresa o un tiro speciale istantaneo per andare a giocarsela contro il portiere. Captain Tsubasa 2: World Fighters vive di queste cose, a costo di rinunciare a quegli aspetti che trasformano il videogioco in una disciplina eSportiva pur di confezionare qualcosa che sia genuinamente divertente.
NEBULA CHA- NO ASPETTA, MANGA SBAGLIATO…Captain Tsubasa 2: World Fighters non è comunque un gioco che ignora al 100% il concetto di skill. La meccanica delle Chain anzi ricompensa proprio i giocatori che riescono a concatenare con successo più azioni. Dribbling, passaggi, tiri e in sostanza tutto quello che si può fare sul campo, se riesce, aumenta il Chain Level, che di riflesso va ad aumentare la potenza dei tiri e soprattutto la velocità con cui si caricano. La vera sfida, per andare a rete, è infatti quella di riuscire a ritagliarsi abbastanza tempo per caricare la barra del tiro, specie se si mira ad usare i vari Drive Shot e i Tiri della Tigre per drenare più agilmente la stamina del portiere avversario.
Resta da capire quanto sarà articolata la modalità New Stars, se il netcode terrà botta permettendo di giocare anche online e quanti dei contenuti promessi, vista la mole cui si accennava più sopra, sono solo volume e quanti invece fanno effettivamente la differenza. Ma questa seconda uscita di Captain Tsubasa per PC e console contemporanee ha tutti i numeri per saziare un po’ di quella fame di mondiali rimasta insodisfatta pad alla mano. E qui quantomeno l’Italia un ruolo di primo piano ce l’ha…
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