Le reazioni fioccano dopo che il Tar della Liguria ha respinto il ricorso presentato da Armatori, compagnie e operatori portuali contro l’addizionale comunale sui diritti di imbarco portuale, la così detta "tassa di tre euro". La misura, introdotta dal Comune di Genova, prevede appunto un prelievo di 3 euro per ogni passeggero che si imbarca su traghetti e navi da crociera dal porto genovese.
L’addizionale era stata istituita dal Consiglio comunale il 16 dicembre 2025, su proposta del vicesindaco e assessore al Bilancio Alessandro Terrile. Il regolamento è entrato in vigore il 7 gennaio 2026, mentre la minoranza di centrodestra aveva votato contro il provvedimento. Incontriamo Matteo Paroli, presidente di Autorità portuale di Genova-Savona:
Tassa sugli imbarchi ci è rimasto male perché il TAR ha dato ragione al Comune di Genova? E farete ricorso?
Io intanto sono rimasto molto bene sul fatto che il TAR abbia evidenziato che l'Autorità portuale non detiene i dati che il Comune ci aveva chiesto e questo emerge in maniera chiara dalla lettura assolutamente superficiale che ho fatto ieri sera della sentenza, quindi quando dicevamo, cioè che non avevamo la possibilità di fornire i dati all'amministrazione comunale dicevamo qualcosa che anche il TAR ha riconosciuto. Io non rimango mai male di fronte alle sentenze nemmeno quando non sono totalmente condivise per alcuni aspetti di natura strettamente strategica, commerciale. La sentenza fa riferimento alla capacità di poter assorbire da parte del singolo passeggero l'esborso di 3 euro è esattamente quello che io ho detto. Nel settore strategico delle crociere il passeggero non si accorge dei 3 euro si accorge il mercato, si accorgono le società si accorgono i business plan, i piani economici e finanziari di quelle società che vengono fatte con un anticipo di circa 3 anni rispetto all'annualità di riferimento. Ecco io auspico che il mercato a questo punto si organizzi.
Si valuta un eventuale ricorso
Non so se verranno fatti ricorsi al Consiglio di Stato da parte delle associazioni, degli Armatori non ne ho idea anche perché non ne ho su me stesso nel senso che voglio leggere la sentenza in maniera più approfondita è una sentenza articolata alcuni punti di debolezza in tutta onestà li ho individuati, anche ad una prima lettura. Uno è quello che vi ho appena evidenziato: non è il passeggero che subisce la pressione dei 3 euro ovviamente, ma mi riservo di fare una lettura più attenta, più condivisa anche con i colleghi che ci hanno difeso in questa partecipazione al ricorso degli Armatori, e poi ci riserviamo un altro tipo di valutazione, invece questa strategica, organica, e funzionale con l'amministrazione comunale perché non è assolutamente detto che non si possa poi andare a trovare una linea di caduta comune che tenga conto delle esigenze dell'amministrazione comunale ma tenga anche conto delle esigenze del porto che tutto può permettersi tranne che far andare via navi rispetto a quelli che sono traffici in forte espansione quali quelli crocieristici".
Assarmatori: "Vedremo per un appello"
Assarmatori, che si era già espressa, “prende atto dell’odierna sentenza del Tribunale Amministrativo della Liguria sull’istituzione dell’addizionale comunale sui diritti di imbarco portuale e del relativo regolamento a Genova. Le motivazioni saranno oggetto di approfondita analisi cui seguirà la decisione relativa a un eventuale ricorso d'appello presso il Consiglio di Stato”.
Le reazioni fioccano dopo che il Tar della Liguria ha respinto il ricorso presentato da Armatori, compagnie e operatori portuali contro l’addizionale comunale sui diritti di imbarco portuale, la così detta "tassa di tre euro". La misura, introdotta dal Comune di Genova, prevede appunto un prelievo di 3 euro per ogni passeggero che si imbarca su traghetti e navi da crociera dal porto genovese.
L’addizionale era stata istituita dal Consiglio comunale il 16 dicembre 2025, su proposta del vicesindaco e assessore al Bilancio Alessandro Terrile. Il regolamento è entrato in vigore il 7 gennaio 2026, mentre la minoranza di centrodestra aveva votato contro il provvedimento. Incontriamo Matteo Paroli, presidente di Autorità portuale di Genova-Savona:
Tassa sugli imbarchi ci è rimasto male perché il TAR ha dato ragione al Comune di Genova? E farete ricorso?
Io intanto sono rimasto molto bene sul fatto che il TAR abbia evidenziato che l'Autorità portuale non detiene i dati che il Comune ci aveva chiesto e questo emerge in maniera chiara dalla lettura assolutamente superficiale che ho fatto ieri sera della sentenza, quindi quando dicevamo, cioè che non avevamo la possibilità di fornire i dati all'amministrazione comunale dicevamo qualcosa che anche il TAR ha riconosciuto. Io non rimango mai male di fronte alle sentenze nemmeno quando non sono totalmente condivise per alcuni aspetti di natura strettamente strategica, commerciale. La sentenza fa riferimento alla capacità di poter assorbire da parte del singolo passeggero l'esborso di 3 euro è esattamente quello che io ho detto. Nel settore strategico delle crociere il passeggero non si accorge dei 3 euro si accorge il mercato, si accorgono le società si accorgono i business plan, i piani economici e finanziari di quelle società che vengono fatte con un anticipo di circa 3 anni rispetto all'annualità di riferimento. Ecco io auspico che il mercato a questo punto si organizzi.
Si valuta un eventuale ricorsoNon so se verranno fatti ricorsi al Consiglio di Stato da parte delle associazioni, degli Armatori non ne ho idea anche perché non ne ho su me stesso nel senso che voglio leggere la sentenza in maniera più approfondita è una sentenza articolata alcuni punti di debolezza in tutta onestà li ho individuati, anche ad una prima lettura. Uno è quello che vi ho appena evidenziato: non è il passeggero che subisce la pressione dei 3 euro ovviamente, ma mi riservo di fare una lettura più attenta, più condivisa anche con i colleghi che ci hanno difeso in questa partecipazione al ricorso degli Armatori, e poi ci riserviamo un altro tipo di valutazione, invece questa strategica, organica, e funzionale con l'amministrazione comunale perché non è assolutamente detto che non si possa poi andare a trovare una linea di caduta comune che tenga conto delle esigenze dell'amministrazione comunale ma tenga anche conto delle esigenze del porto che tutto può permettersi tranne che far andare via navi rispetto a quelli che sono traffici in forte espansione quali quelli crocieristici".
Assarmatori: "Vedremo per un appello"Assarmatori, che si era già espressa, “prende atto dell’odierna sentenza del Tribunale Amministrativo della Liguria sull’istituzione dell’addizionale comunale sui diritti di imbarco portuale e del relativo regolamento a Genova. Le motivazioni saranno oggetto di approfondita analisi cui seguirà la decisione relativa a un eventuale ricorso d'appello presso il Consiglio di Stato”.