Il Tar della Liguria ha respinto il ricorso presentato da armatori, compagnie e operatori portuali contro l’addizionale comunale sui diritti di imbarco portuale, la così detta "tassa di tre euro". La misura, introdotta dal Comune di Genova, prevede appunto un prelievo di 3 euro per ogni passeggero che si imbarca su traghetti e navi da crociera dal porto genovese.
L’addizionale era stata istituita dal Consiglio comunale il 16 dicembre 2025, su proposta del vicesindaco e assessore al Bilancio Alessandro Terrile. Il regolamento è entrato in vigore il 7 gennaio 2026, mentre la minoranza di centrodestra aveva votato contro il provvedimento.
La contestazione
Gli operatori contestavano però la legittimità del prelievo, sostenendo che i 3 euro fossero collegati ai servizi portuali e dovessero quindi rispettare la disciplina europea prevista per i corrispettivi applicati negli scali.
Il Tar ha però stabilito che l’addizionale non è una tariffa per una prestazione portuale, ma un tributo comunale autonomo previsto dalla normativa nazionale nell’ambito del percorso di riequilibrio finanziario concordato tra Genova e lo Stato nel 2022.
Secondo i giudici, quindi, il Comune non deve dimostrare un rapporto diretto tra l’importo richiesto e uno specifico servizio portuale. La misura, in quanto tributo, non è soggetta alla disciplina europea applicabile ai corrispettivi dei servizi portuali.
Chi deve pagare
L’addizionale riguarda i passeggeri che si imbarcano dal porto di Genova su traghetti e navi da crociera. Non si applica invece indistintamente a tutti i passeggeri in transito.
Il regolamento prevede alcune esenzioni. Tra le categorie escluse ci sono i residenti nel Comune di Genova, le persone residenti nelle isole di destinazione nell’ambito della continuità territoriale e gli appartenenti alle forze armate, ai corpi di polizia, ai vigili del fuoco e alla protezione civile quando viaggiano per esigenze di servizio.
Salis: "Avevamo ragione"
"La pronuncia del Tar conferma che avevamo ragione su tutta la linea, certificando la totale legittimità del nostro operato - commentano la sindaca Silvia Salis e il vicesindaco e assessore al Bilancio, Alessandro Terrile - l’aumento dell’Irpef e l’addizionale sui diritti di imbarco sono richieste portate avanti dalla precedente amministrazione. L'imposta d'imbarco sarebbe dovuta entrare in vigore già nel 2023, ma chi ci ha preceduto ha scelto di disattendere il patto con lo Stato, causando un'indebita sofferenza alle casse comunali. Di fronte all'intimazione del Governo a procedere, e per scongiurare il rischio di perdere 25 milioni di euro di contributi vitali per la città, ci siamo assunti la responsabilità di onorare gli impegni istituzionali dell'Ente. Questa scelta, tuttavia, non è solo un atto dovuto. È una misura che risponde a un profondo principio di equità: rappresenta un ristoro giusto e necessario per compensare la città, il territorio e i genovesi per l'impatto ambientale, organizzativo e i servizi garantiti ogni giorno a chi transita dal nostro porto. Ribadiamo l’invito a tutti gli attori coinvolti a sedersi assieme a un tavolo per concordare le modalità di applicazione e riscossione".
Assarmatori: "Vedremo per un appello"
Assarmatori “prende atto dell’odierna sentenza del Tribunale Amministrativo della Liguria sull’istituzione dell’addizionale comunale sui diritti di imbarco portuale e del relativo regolamento a Genova. Le motivazioni saranno oggetto di approfondita analisi cui seguirà la decisione relativa a un eventuale ricorso d'appello presso il Consiglio di Stato”.

Il Tar della Liguria ha respinto il ricorso presentato da armatori, compagnie e operatori portuali contro l’addizionale comunale sui diritti di imbarco portuale, la così detta "tassa di tre euro". La misura, introdotta dal Comune di Genova, prevede appunto un prelievo di 3 euro per ogni passeggero che si imbarca su traghetti e navi da crociera dal porto genovese.
L’addizionale era stata istituita dal Consiglio comunale il 16 dicembre 2025, su proposta del vicesindaco e assessore al Bilancio Alessandro Terrile. Il regolamento è entrato in vigore il 7 gennaio 2026, mentre la minoranza di centrodestra aveva votato contro il provvedimento.
La contestazioneGli operatori contestavano però la legittimità del prelievo, sostenendo che i 3 euro fossero collegati ai servizi portuali e dovessero quindi rispettare la disciplina europea prevista per i corrispettivi applicati negli scali.
Il Tar ha però stabilito che l’addizionale non è una tariffa per una prestazione portuale, ma un tributo comunale autonomo previsto dalla normativa nazionale nell’ambito del percorso di riequilibrio finanziario concordato tra Genova e lo Stato nel 2022.
Secondo i giudici, quindi, il Comune non deve dimostrare un rapporto diretto tra l’importo richiesto e uno specifico servizio portuale. La misura, in quanto tributo, non è soggetta alla disciplina europea applicabile ai corrispettivi dei servizi portuali.
Chi deve pagareL’addizionale riguarda i passeggeri che si imbarcano dal porto di Genova su traghetti e navi da crociera. Non si applica invece indistintamente a tutti i passeggeri in transito.
Il regolamento prevede alcune esenzioni. Tra le categorie escluse ci sono i residenti nel Comune di Genova, le persone residenti nelle isole di destinazione nell’ambito della continuità territoriale e gli appartenenti alle forze armate, ai corpi di polizia, ai vigili del fuoco e alla protezione civile quando viaggiano per esigenze di servizio.
Salis: "Avevamo ragione""La pronuncia del Tar conferma che avevamo ragione su tutta la linea, certificando la totale legittimità del nostro operato - commentano la sindaca Silvia Salis e il vicesindaco e assessore al Bilancio, Alessandro Terrile - l’aumento dell’Irpef e l’addizionale sui diritti di imbarco sono richieste portate avanti dalla precedente amministrazione. L'imposta d'imbarco sarebbe dovuta entrare in vigore già nel 2023, ma chi ci ha preceduto ha scelto di disattendere il patto con lo Stato, causando un'indebita sofferenza alle casse comunali. Di fronte all'intimazione del Governo a procedere, e per scongiurare il rischio di perdere 25 milioni di euro di contributi vitali per la città, ci siamo assunti la responsabilità di onorare gli impegni istituzionali dell'Ente. Questa scelta, tuttavia, non è solo un atto dovuto. È una misura che risponde a un profondo principio di equità: rappresenta un ristoro giusto e necessario per compensare la città, il territorio e i genovesi per l'impatto ambientale, organizzativo e i servizi garantiti ogni giorno a chi transita dal nostro porto. Ribadiamo l’invito a tutti gli attori coinvolti a sedersi assieme a un tavolo per concordare le modalità di applicazione e riscossione".
Assarmatori: "Vedremo per un appello"Assarmatori “prende atto dell’odierna sentenza del Tribunale Amministrativo della Liguria sull’istituzione dell’addizionale comunale sui diritti di imbarco portuale e del relativo regolamento a Genova. Le motivazioni saranno oggetto di approfondita analisi cui seguirà la decisione relativa a un eventuale ricorso d'appello presso il Consiglio di Stato”.